Politica e Sanità
12 Giugno 2017Qualsiasi pratica che si pone obiettivi di costi, quando si parla di farmaci o comunque di prodotti per la salute, deve fare i conti con la finalità ultima di tutela del cittadino, un concetto che si sostanzia attraverso un sistema di garanzia complessivo che investe tutta la filiera. La riflessione è partita da Antonello Mirone, presidente di Federfarma Servizi, a cui abbiamo chiesto un commento rispetto ad alcune pratiche commerciali - dalle vendite dirette a episodi di scontistica elevata - su cui la categoria sta dibattendo e che stanno destando perplessità tra gli stessi titolari, come si percepisce in rete, nei vari forum di discussione. «In merito alle vendite dirette dal produttore al paziente, sono casi limitati» spiega Mirone «ma, trattandosi di farmaci o comunque di prodotti di salute, c'è da chiedersi l'opportunità di tale pratica, in primo luogo in termini di tutela del cittadino. La filiera della distribuzione dà una garanzia di sicurezza per la salute del cittadino al 100% che in canali alternativi manca. Oltretutto, se, nel ricorrere a una vendita che bypassi la distribuzione, pur in casi limitati, c'è un obiettivo di taglio di costi, va detto però che al contempo l'industria si assume tutta la responsabilità (e l'onere che comporta) della corretta conservazione e consegna del prodotto. C'è poi tutto il tema della farmacovigilanza, che attraverso la filiera tradizionale garantisce un ritiro dei lotti, qualora ve ne sia la necessità, in 24 ore. Non so quanto questo sia possibile nel caso di vendite dirette. In passato, si erano verificati alcuni casi di tali vendite dirette, su cui poi l'industria aveva fatto marcia indietro».
Anche perché c'è un'altra considerazione: «I distributori rimangono l'interlocutore principale dell'industria e c'è il rischio che queste situazioni generino una sorta di tensione. Il distributore, d'altra parte, è un vero e proprio partner dell'industria, perché si assume, in vece dell'industria, una responsabilità non solo professionale, come si diceva, ma anche finanziaria. Mentre il modello della vendita diretta tende a favorire la vendita di un singolo prodotto, il grossista ragiona su grandi numeri, con acquisti di fatto garantiti». Un'altra riflessione, che abbiamo girato a Mirone, riguarda la scontistica elevata da parte di alcune farmacie online anche sui farmaci da banco che sta destando perplessità tra gli stessi titolari, come si percepisce in rete, nei vari forum di discussione. «Chiunque operi nel settore deve aver chiaro in primo luogo l'obiettivo di tutela della salute del cittadino, che è un concetto molto ampio. Mi chiedo se una varietà commerciale così ampia, che vede man mano prodotti diversi a prezzi diversi, talvolta anche molto bassi, non induca nel cittadino una sorta di confusione in primo luogo nella percezione di quello che rimane un prodotto di salute e non commerciale. Per altro c'è anche la questione della marginalità, che per quanto poca, comunque ci deve essere: quando lo sconto è eccessivo viene sempre da chiedersi dove risieda la marginalità».
Francesca Giani
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