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Politica e Sanità

16 Giugno 2017

Spesa farmaceutica, in Sicilia cala la convenzionata. Tobia: obiettivo è spendere meglio


Mentre continuano a diminuire sia la spesa farmaceutica netta convenzionata con il Ssn, calata del 2,4% rispetto al 2015, sia il numero delle ricette di farmaci erogati in regime convenzionale (-1,5%), si assiste a un sensibile incremento della spesa (+8,3%) e delle prescrizioni (+9,7%) relative a farmaci dispensati dalle farmacie in regime di distribuzione per conto. Prosegue anche il calo valore medio netto delle ricette spedite in regime convenzionale (-1%, mentre il valore lordo è calato solo del -0,5%, a conferma della frenata del trend di riduzione del prezzo medio dei farmaci erogati in regime convenzionale). È quanto emerge dall'opuscolo con il consuntivo 2016 dei dati di spesa farmaceutica convenzionata elaborato da Federfarma. Le farmacie, insomma, continuano a dare un rilevante contributo al contenimento della spesa (oltre che con la diffusione degli equivalenti e la fornitura gratuita di tutti i dati sui farmaci Ssn) con lo sconto per fasce di prezzo, che ha prodotto nel 2016 un risparmio di circa 500 milioni di euro, ai quali vanno sommati circa 70 milioni di euro derivanti dalla quota dello 0,64% di cosiddetto pay-back, posto a carico delle farmacie a partire dal 1° marzo 2007 e sempre prorogato, volto a compensare la mancata riduzione del 5% del prezzo di una serie di medicinali.

«A tali pesanti oneri si è aggiunta, dal 31 luglio 2010 - spiega Federfarma - la trattenuta dell'1,82% sulla spesa farmaceutica, aumentata, da luglio 2012, al 2,25%. Tale trattenuta aggiuntiva ha comportato, per le farmacie, un onere quantificabile nel periodo in esame in oltre 191 milioni di euro». Complessivamente, quindi, il contributo diretto delle farmacie al contenimento della spesa, nel 2016, è stato di circa 760 milioni di euro. Prosegue quindi il trend di aumento delle quote di partecipazione a carico dei cittadini, la cui incidenza sulla spesa lorda è passata dal 13,7% del 2015 al 14,2% del 2016. In particolare, secondo l'ultimo Rapporto, è la Valle D'Aosta la regione con la riduzione più pronunciata: si parla infatti di una contrazione della spesa netta di 21 punti percentuali e del 12% relativamente al numero di ricette. La Sicilia fa registrare il sesto maggiore decremento a livello nazionale (-4 sulla spesa e -3% sul numero di ricette).«Sicuramente la diminuzione della spesa convenzionata - spiega a Farmacista33, Roberto Tobia, presidente dei Federfarma Palermo - è una conseguenza logica delle decisioni prese dall'assessorato alla Salute siciliano per il contenimento della spesa, attraverso misure che sono relative a piani terapeutici e a schede di monitoraggio che sicuramente hanno un po' frenato la prescrizione». Ma Tobia precisa che tali misure non contrastano con lo spirito dei farmacisti. «Sicuramente dobbiamo puntare non a spendere meno ma a spendere meglio. Purtroppo molto spesso - continua Tobia - le discrasie che registriamo all'interno del sistema, ci fanno pensare che la farmacia vuole essere messa un po' da parte. Anche le ultime evoluzioni relative all'accordo sulla Dpc, che non è ancora stato rinnovato, ci lasciano temere che il sistema farmacia non sia tenuto nella giusta considerazione da parte dell'assessorato alla Salute». E sebbene il ragionamento valga per tutte le regioni, secondo Tobia è più evidente in Sicilia. «Abbiamo fatto risparmiare, nei tre anni da quando la Regione ha avviato la dpc, ben 180 milioni di euro. Tuttavia questo è stato possibile firmando un accordo sicuramente penalizzante per la farmacia, ma che abbiamo condiviso nel solo interesse della collettività. Per evitare, ad esempio, che i pazienti facciano anche 100 km per andare nella farmacia ospedaliera a ritirare il farmaco. Tutto questo - aggiunge - dovrebbe essere superato, alla luce del rinnovo dell'accordo possibile, dall'introduzione del piano terapeutico on line che eviterebbe al cittadino una serie di spostamenti inutili».


Rossella Gemma

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