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Politica e Sanità

23 Giugno 2017

Conferenza Regioni a Lorenzin: ripensare percorsi formativi pre e post laurea


Rivalutazione della potenzialità formativa, in termini numerici, di corsi di laurea, scuole di specializzazione, formazione post laurea, revisione dei contenuti formativi dei corsi universitari, pre e post laurea, e in generale adeguamento del fabbisogno formativo al fabbisogno sanitario. Mentre, in tema di Governance della spesa farmaceutica, ritenuta «obsoleta e inadeguata», rilancio delle proposte già presentate l'anno scorso nel documento condiviso (5 maggio 2016) con ridefinizione del sistema di tetti, definiti sulla base della procedura di acquisto, per rimborso o a gare regionali, - aspetto che metterebbe a rischio la categoria della spesa convenzionata -, revisione delle liste di trasparenza e del payback.

Questi alcuni punti del "Documento per il confronto con il Ministro della Salute" approvato dalla Conferenza delle regioni e portato all'attenzione di Beatrice Lorenzin nell'incontro di ieri che è servito come base per fissare linee di lavoro e priorità in tema di sanità. In merito al tema delle risorse professionali, le Regioni mettono in luce la necessità di «un profondo ripensamento dei modelli e dei percorsi formativi a tutti i livelli (pre e post laurea, laurea)» a fronte di un «mutato contesto epidemiologico e della riorganizzazione dei servizi», ma anche di un «ricambio generazionale» in particolare per medici specialisti e di medicina generale. «Indispensabile quindi che le Regioni rilancino con forza il confronto con il Governo centrale - in particolare con Miur e Ministero della Salute - e con le rappresentanze del mondo professionale per definire nuovi criteri di programmazione, gestione e valutazione delle attività formative coerenti alle nuove sfide del Ssn e ai nuovi modelli e fabbisogni organizzativi». In particolare le richieste vanno nella direzione di una «rivalutazione della potenzialità formativa, in termini numerici, dei corsi di laurea, delle scuole di specializzazione, della formazione post laurea; l'introduzione di corsi di specializzazione universitaria anche per la medicina generale al posto degli attuali corsi di formazione organizzati a livello regionale, nonché per la pediatria l'acquisizione di maggiori specifiche competenze riguardanti l'assistenza territoriale all'interno dell'attuale formazione specialistica); revisione dei contenuti formativi dei corsi universitari, pre e post laurea che siano coerenti alle nuove esigenze del SSN; revisione degli attuali profili professionali, con l'inserimento delle nuove esigenze anche con riferimento alla ricerca; formazione continua, l'aggiornamento e la valutazione continua delle competenze».Sui temi del fabbisogno è partita anche la richiesta dell'«istituzione di un organismo paritetico di indirizzo e coordinamento che coinvolga i diversi attori istituzionali interessati (Regioni, Mds, Miur)» anche per una rivisitazione dei modelli e dei percorsi formativi pre e post laurea, su cui c'è l'intenzione di procedere anche dal ministero della salute.

Altro tema, oggetto del documento, è il rilancio della medicina generale e delle cure primarie: «Il mutato contesto epidemiologico - con il costante incremento di situazioni di fragilità sanitaria e sociale - impone la riorganizzazione dell'assistenza territoriale che promuova, attraverso nuovi modelli organizzativi integrati, attività di prevenzione e promozione della salute, percorsi di presa in carico della cronicitàÌ basati sulla medicina di iniziativa, un forte impulso dell'assistenza domiciliare. Gli indirizzi internazionali ribadiscono la necessitaÌ di rafforzare l'assistenza primaria pubblica e convenzionata per rispondere in maniera efficace ai cambiamenti epidemiologici e sociali».

Sul fronte della Governance, invece, dall'incontro è emersa la decisione di tenere aperto il tavolo sulla farmaceutica - con l'intenzione di inserire alcuni risultati già nella legge di bilancio in discussione in autunno - e di arrivare a chiudere il discorso del payback. A ogni modo sulla tematica «si ribadiscono e integrano i contenuti del documento condiviso dalle Regioni sulla Governance in data 05.05.2016» e le richiesta prevedono «introduzione della procedura di prezzo/volume (P/V); ridefinizione dei tetti di spesa; registri Aifa; definizione dei criteri di attribuzione della Innovatività; ridefinizione delle cosiddette "liste di trasparenza"; sostituibilità automatica dei farmaci biosimilari con gli originator; concorrenza nel mercato farmaceutico» attraverso per esempio gare tra principi attivi diversi, sulla base di griglie di equivalenza; «revisione dell'attuale sistema di attribuzione del Budget; revisione dell'attuale sistema di calcolo del payback». Sul fronte degli innovativi, le regioni sottolineano che «manca la pubblicazione aggiornata dell'elenco dei farmaci innovativi, condizione determinante per poter procedere con la ripartizione dei fondi a favore delle Regioni per il finanziamento a copertura di oneri sostenuti oltre che per assicurare una adeguata programmazione a livello regionale. Infine, a fronte del crescente numero di nuovi farmaci in arrivo e della continua evoluzione delle tecnologie, le Regioni ritengono essenziale che il Ssn si doti di un soggetto/organismo per la valutazione ex ante dell'impatto sui processi clinici ed organizzativi dell'introduzione delle nuove tecnologie (tra cui i farmaci) e del loro successivo monitoraggio ex post».

Tra gli altri temi al centro del documento delle Regioni si richiede una inversione di rotta sul fronte del finanziamento della sanità, con la richiesta di concludere le procedure per la definizione del riparto delle risorse del Fabbisogno standard per l'anno 2017, investimenti in edilizia sanitaria e in macchinari, riforma di Aifa, Agenas e Iss, vaccini.

Francesca Giani

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