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Politica e Sanità

27 Giugno 2017

Generici, Uda (Assogenerici): attesa entro l’anno deroga Ue a certificato complementare brevetto


È attesa per la fine dell'anno e a breve sarà sottoposta a consultazione pubblica, la modifica della regolamentazione brevettuale dell'Unione europea che, grazie all'Export exception, consentirà alle aziende genericiste di riportare la produzione nei confini dell'Unione creando, solo in Italia, 15 mila posti di lavoro e rendendo le imprese competitive sul mercato al pari di chi sta fuori dai confini dell'Unione. A dirlo è Michele Uda direttore generale Assogenerici in occasione della quinta tappa del tour "Fabbriche Aperte" che si è svolta presso lo stabilimento Sandoz Industrial Products di Rovereto (Tn). «In sostanza si discute della possibilità per le aziende che producono farmaci generici di iniziare a produrre su scala industriale nei 5 anni di vigenza del certificato di protezione complementare (Spc, ndr.) che è l'ultima fase dei diritti di esclusività di un farmaco» ha spiegato a margine dell'evento.

«La discussione è stata avviata a livello comunitario circa un anno e mezzo fa. Noi l'abbiamo sollevata come paese membro ed è stato avviato un tavolo di confronto per una richiesta formale all'Unione europea. Ciò che chiediamo è che nei 5 anni di Spc si possa produrre su scala industriale ai fini esclusivi dell'esportazione verso i paesi in cui è già scaduta quella protezione o ai semplici fini dello stoccaggio. In questo modo si potrebbero stoccare nei magazzini i farmaci pronti per essere messi in commercio nel momento in cui scade il brevetto cosa che oggi non si può fare dentro i confini dell'Unione. Il produttore di generici oggi è obbligato, una volta che il farmaco è stato sviluppato, autorizzato, testato, eccetera, a produrlo su scala industriale solo fuori dai confini dell'Unione. Questo significa rivolgersi ai propri competitor che chiedono contratti di esclusiva che durano un certo tempo anche oltre la scadenza brevettuale, quindi per riuscire a riportare le produzioni dentro il nostro paese, passa del tempo».

Uda ha inoltre precisato che l'Unione europea ha ritenuto che questa materia andasse approfondita e l'ha inclusa nel pacchetto di misure sulla concorrenza del mercato interno che sta studiando: «Verrà a breve sottoposta a consultazione pubblica e subirà il processo di verifica di compatibilità con la legislazione in materia di brevetti. Entro la fine dell'anno ci auguriamo che diventi realtà e che le nostre imprese italiane siano messe nelle condizioni di poter essere competitive sul mercato al pari di chi sta fuori dai confini dell'Unione. In Canada, per esempio, entro il mese di luglio dovrebbe varare la Spc export exception che di fatto gli aprirà la strada a diventare un hub competitivo in termini produttivi nel settore farmaceutico senza pari». Da non trascurare le ricadute sul mercato interno: «Abbiamo stimato che nello scenario migliore si andranno a creare fino a 15 mila posti di lavoro in più. Va da sé che se ho la possibilità di iniziare la produzione su scala industriale divento competitivo molto prima che il brevetto scada ma in mercati in cui non vado a ledere nessun diritto di proprietà industriale. Non faccio altro che allargare il mercato e creare opportunità produttive dando maggiori possibilità alle aziende che hanno officine produttive in Italia». Si andrebbe di fatto a rinforzare la tendenza già in atto «di portare la produzione in Ue, ormai più conveniente in termini di controllo dei processi» ha precisato Uda, considerando che le 50 aziende associate ad Assogenerici hanno il 47% delle officine di produzione in Italia (41% in Ue e 12% extra Ue) in cui è impiegato il 40% degli addetti.


Simona Zazzetta

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