Politica e Sanità
30 Giugno 2017Prevenzione e mantenimento dello stato di salute della popolazione passando anche dalla tutela e gestione dell'ambiente. Sarà questo un nuovo risvolto professionale per i farmacisti, «un passo nella direzione di allargare gli orizzonti occupazionali dei nostri laureati». Queste specifiche competenze sono al centro di un nuovo corso di laurea magistrale in Tossicologia Chimica Ambientale che partirà a novembre e, secondo Ettore Novellino, direttore del dipartimento di Farmacia della Federico II di Napoli e artefice del corso, nonché presidente della Conferenza nazionale dei direttori di dipartimento di farmacia, «quello di creare nuovi spazi professionali attraverso l'offerta formativa è un primo step che le università possono mettere in campo alla luce delle dinamiche occupazionali della nostra professione e della saturazione dell'attuale sistema. E credo che questa direzione possa rappresentare per la professione una nuova connotazione e una nuova mission».
Se in alcune Regioni è presente il corso di laurea in chimica ambientale, «legato alla facoltà di scienze, la novità di questo corso di laurea è quella di inserirlo all'interno della facoltà di Farmacia e di introdurre, rispetto alle altre esperienze, un risvolto biologico, per formare una nuova figura che rappresenti una direzione di evoluzione del ruolo che il farmacista già ricopre. In sostanza, abbiamo inteso allargare la mission del nostro operato: se già oggi i farmacisti sono laureati capaci di farsi carico della gestione terapeutica delle patologie, vogliamo aggiungere le competenze necessarie per far guadagnare alla popolazione più anni di vita vissuti in assenza di malattie e in benessere. Oggi sappiamo come le condizioni ambientali di vita possono influenzare lo stato di salute ed essere prodromiche all'insorgere di varie e a volte invalidanti patologie. Interessarsi della salubrità dell'ambiente in cui si vive rappresenta di per sé un intervento preventivo per la conservazione della salute, con ancora maggior peso, se in casi di alterazione dell'ecosistema si riesce anche a capirne le cause e a porvi rimedio operando un efficace biorisanamento dello stesso. La prevenzione del bene salute, anche sotto l'aspetto appena delineato, è una evoluzione in linea con l'attenzione che la scienza medica e la società in genere sta dedicando a tali risvolti». Tanto più in una regione come la Campania «e nella "terra dei fuochi" dove tali tematiche hanno particolare attualità e dove può aver maggiore ricaduta la possibilità di formare esperti da inserire in ruoli di responsabilità nella gestione e controllo sia del rischio chimico ma soprattutto di quello tossicologico attualmente presente». È anche per questo che «gli Ordini professionali dei Farmacisti, dei Chimici, dei Biologi, dei Geologi e del Medici Veterinari hanno espresso parere più che favorevole sull'istituzione del nuovo Corso di Laurea Magistrale congiuntamente ad Enti pubblici quali la Provincia di Napoli, l'Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale della Campania (ARPAC), la Stazione sperimentale per l'industria delle pelli e delle materie concianti (SSIP) ed infine il Ministero della Salute, il Ministero delle Risorse Agricole e Forestali, nonché il Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare che l'hanno ritenuto quanto mai opportuno». Al centro del corso di laurea «una preparazione culturale e una serie di competenze in specifici settori della chimica, della biologia, della farmacologia e della tossicologia, applicati all'ambiente e all'ecologia per analizzare e gestire le diverse fenomenologie ecosistemiche dell'ambiente, quali la tutela e la sua gestione, l'uso e lo sviluppo delle risorse, il monitoraggio chimico e biochimico, nonché la valutazione chemiometrica degli ambiti a potenziale attività tossicologica.
I laureati, inoltre, avranno nel loro bagaglio di competenze la conoscenza della legislazione ambientale e delle normative comunitarie e nazionali in materia di sostanze chimiche, gestione del rischio chimico e relativa sicurezza (es. Reach e Clp), della tossicologia e della chimica forense, nonché gli strumenti necessari alla fase di biorisanamento e fitorisanamento dell'ambiente». «Questa iniziativa» conclude Novellino «è parallela a un'altra messa in essere dalla Facoltà di Farmacia di Napoli, tre anni orsono, con l'istituzione del corso di laurea in Scienze Nutraceutiche, unico in Italia, di cui a fine luglio avremo i primi laureati». Anche in questo caso l'obiettivo è «l'incremento dello stato di salute e il ritardo delle insorgenze delle malattie in una società che invecchia sempre di più e che, soprattutto, nel campo dell'alimentazione non è disposta a fare alcuna rinuncia o sacrificio pur sapendo che tale pratica è prodromica dell'instaurarsi di tutta una serie di patologie dismetaboliche capaci di ridurre la qualità e la quantità di salute dei cittadini». Entrambe queste esperienze, sono tese a valorizzare «un ruolo che il farmacista è titolato ad assumere nella prevenzione».
Francesca Giani
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