Login con

Politica e Sanità

04 Luglio 2017

Accesso a professioni sanitarie, farmacisti contro direttiva Ue pro-liberalizzazioni


Prosegue l'impegno da parte della categoria di escludere le professioni sanitarie dal progetto di direttiva europea, uscito a gennaio dalla Commissione Europea, che si ispira al principio di favorire la libera circolazione e rimuovere i vincoli all'accesso alle professioni e introduce il test di proporzionalità sulle nuove norme in tema di professioni. E, mentre la proposta prosegue il suo iter che potrebbe concludersi a novembre, il fronte di opposizione - formato da farmacisti, medici, odontoiatri, infermieri e dai professionisti della sanità - si è organizzato e sta cercando appoggio tra le varie forze politiche, nazionali e europee. A fare il punto Maximin Liebl, presidente dell'Ordine di Bolzano e membro Pgeu, che si sta occupando della questione, che spiega: «La proposta, che riprende alcuni aspetti della direttiva Bolkestein, introduce l'obbligo di sottoporre a un test di proporzionalità le nuove regolamentazioni delle professioni (o modifiche), prima della loro adozione, con la conseguenza che ogni stato verrà chiamato a giustificare qualsiasi disposizione nazionale che metta paletti e limiti all'accesso alle professioni o al loro esercizio, valutando se tali disposizioni siano necessarie e idonee a garantire il conseguimento dello scopo perseguito a favore della popolazione - per esempio questioni di salute pubblica e sicurezza - e non vadano oltre quanto necessario per il raggiungimento di tale scopo, ovvero non siano sproporzionate».

Un tema che preoccupa tutte le professioni sanitarie perché «da un lato è di per sé molto difficile fornire questa giustificazione, ma in aggiunta ci sarebbero ricadute sugli eventuali ricorsi alla Corte di Giustizia europea perché un tale impianto normativo potrebbe mettere in discussione il principio, finora applicato, per cui la salute è appannaggio degli stati nazionali. Il rischio quindi è che si vada nella direzione di liberalizzazioni spinte da criteri diversi dalla salute pubblica». Ma, continua Liebl, «siamo fiduciosi che le professioni sanitarie possano essere escluse dalla proposta, anche se il percorso è difficile. Il progetto sta proseguendo il suo iter e per ora le varie commissioni si stanno limitando a fare modifiche di altra natura, nulla è cambiato per noi. Si è tuttavia creato un fronte compatto tra farmacisti, medici, infermieri e in generale professioni della sanità, sia all'interno dei vari stati membri, sia a livello europeo. Abbiamo presentato un documento congiunto e abbiamo fatto alcune audizioni. Quello che cerchiamo di fare è parlare con politici di livello nazionale e europeo per cercare appoggio rispetto all'eventualità di non comprendere le professioni sanitarie nella direttiva. In Europa il partito popolare ha la maggioranza e dovrebbe essere a favore dell'esclusione, ma in generale vediamo una spaccatura tra chi è a favore e chi è contrario. Indicativamente il progetto dovrebbe ultimare il suo iter intorno a novembre. Con la direttiva Bolkestein, come si sa, le professioni sanitarie sono state escluse al termine dell'iter, nel dibattito parlamentare. Anche se a quel livello fare previsioni diventa complicato, siamo comunque fiduciosi. Se è vero che storicamente l'Europa Unita ha il suo fondamento in un mercato unico e nei principi della libera circolazione di persone e servizi, la salute è da sempre considerato il bene più grande e delicato. Continueremo compatti, insieme alle altre professioni della sanità, la nostra battaglia».


Francesca Giani

Se l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:

Seguici su Facebook! Seguici su Linkedin! Segui le nostre interviste su YouTube!

Oppure rimani sempre aggiornato in ambito farmaceutico iscrivendoti alla nostra newsletter!

POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE

28/12/2019

Per contrastare la compravendita illegale di farmaci per uso veterinario il Ministero sta studiando un logo, un bollino di qualità sulla falsa riga di quanto fatto per le farmaciePer...

27/12/2019

La Commissione europea ha approvato upadacitinib (Rinvoq) per il trattamento dell'artrite reumatoide attiva di grado da moderato a severoLa Commissione europea ha approvato upadacitinib (Rinvoq) per...

27/12/2019

Solo il 2% delle farmaciste donne possiede una farmacia nonostante rappresentino il 62% della forza lavoro, è quanto emerge dal sondaggio "Survey of registered pharmacy professionals 2019" del...

A cura di Lara Figini

27/12/2019

Acquistare i farmaci su internet attraverso siti non autorizzati è un fenomeno in continua crescita e l'unica arma per contrastarlo resta l'educazione sanitaria e l'orientamento dei cittadini...

 
Resta aggiornato con noi!

La tua risorsa per news mediche, riferimenti clinici e formazione.

 Dichiaro di aver letto e accetto le condizioni di privacy

AZIENDE

Farmaè lancia la sua private label

Farmaè lancia la sua private label

A cura di Talea Group

Uno screening realizzato in farmacie dei Paesi Baschi ha identificato possibili alterazioni della funzionalità renale nell'8% dei partecipanti, indirizzati al medico per ulteriori accertamenti.

A cura di Paolo Levantino - Farmacista clinico

 
chiudi

©2026 Edra S.p.a | www.edraspa.it | P.iva 08056040960 | Tel. 02/881841 | Sede legale: Viale Enrico Forlanini 21 - 20134 Milano (Italy)

Top