Sede Ema, chiuse le candidature. The Lancet si schiera con Milano
È scoccato alla mezzanotte di ieri il gong finale per la possibilità di presentare le candidature per ospitare l'Agenzia del farmaco (Ema) e l'Autorità bancaria europea (Eba). Si chiude così il primo dei quattro passaggi previsti dalla procedura dell'Unione per arrivare all'assegnazione, a novembre, delle due agenzie europee, costrette a traslocare per la Brexit. Sono una trentina in tutto, secondo indiscrezioni, le città in corsa, e potrebbero non mancare sorprese dell'ultima ora. Per l'Ema, autorità da 890 dipendenti, l'Italia, come noto, corre puntando su Milano. Ma la partita, che vede in lizza una ventina di città, del calibro di Amsterdam, Vienna, Copenhagen, Barcellona, Bruxelles, Bonn, Stoccolma, Atene, e Bratislava si annuncia accesa. E non manca chi, nel porre l'accento sulla natura politica della decisione finale, mette in guardia su possibili mosse dell'asse franco-tedesco. A pesare, oltre ai criteri oggettivi (continuità operativa, collegamenti, scuole, accesso a occupazione e sanità per coniugi e figli) che la Commissione Ue valuterà nel suo screening delle offerte entro il 30 settembre, anche il requisito della distribuzione geografica (elemento che l'Italia cercato di depotenziare), che potrebbe ad esempio finire per far spostare l'ago della bilancia verso Bratislava. Lo scenario delle dinamiche e delle strategie di gioco apparirà comunque più chiaro ad ottobre, in occasione del dibattito politico che verrà fatto tra i Paesi, sulla base della valutazione della Commissione Ue. Il tutto in vista della battaglia finale, col voto a scrutinio segreto, e a più tornate, al consiglio Affari generali del 20 novembre, secondo un metodo che a Bruxelles è già stato battezzato come "Eurovision". Una delle più prestigiose scientifiche, intanto, The Lancet, ha affidato al suo direttore, Richard Horton, un editoriale con un vero e proprio endorsement per la candidatura di Milano. Horton mette in guardia contro possibili «inciuci» tra Germania e Francia per favorire la capitale della Slovacchia, Bratislava e avverte «sarebbe scandaloso per la Ue premiare la Slovacchia con l'Ema vista la sua politica razzista nei confronti dell'immigrazione. L'Italia merita una maggiore e più seria considerazione sia sul piano morale sia sul piano medico». Milano e l'Italia hanno tanti meriti scientifici, ricorda Horton. A partire dallo «standing» dell'Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri, per continuare con le reti di sperimentazione cliniche che hanno portato a scoperte importanti (come gli studi del Gissi sull'infarto miocardico). Il Paese ha dato i natali a scienziati di fama mondiale come Rita Levi Montalcini e Mario Capecchi, Nobel per la medicina nel 2007. Senza dimenticare il lavoro svolto da Silvio Garattini proprio all'Ema.
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