Politica e Sanità
25 Agosto 2017Due circolari del Ministero della Salute e una del Ministero dell'Istruzione chiariscono gli adempimenti delle famiglie e quelli di Asl, scuole e sanitari per gli obblighi vaccinali ai sensi della legge 119 approvata lo scorso luglio. La legge rende obbligatorie dieci vaccinazioni e non più quattro: ad antipolio, tetano, epatite, difterite, haemophilus influenzae B e pertosse si affiancano antimorbillo, parotite e rosolia e per i nati dal 2017 anche l'antivaricella. La circolare 16 agosto del Ministero della Salute conferma che ai minori di 16 anni non in regola è precluso l'accesso ai nidi d'infanzia mentre per la scuola dell'obbligo c'è un iter che porta a una sanzione una tantum fino a 500 euro. Le famiglie dovranno presentare i certificati vaccinali alle scuole entro il 10 settembre procurandoli all'Asl. L'alternativa solo per quest'anno è l'autocertificazione ma i documenti vanno comunque presentati entro il 10 marzo 2018. In alcune aree, come a Milano, sono offerti servizi di documentazione via e-mail che evitano ai genitori di recarsi all'Asl. La Toscana ha fatto di più: scuole Asl e comuni hanno firmato un protocollo per anticipare da subito l'iter previsto per legge dal 2019 in base al quale le scuole mandano alle Asl l'elenco degli iscritti e le Asl verificano se sono vaccinati richiamando le famiglie. La circolare 14 agosto del Ministero Salute invece riguarda le vaccinazioni raccomandate che le regioni devono comunque offrire gratis: antipneumococco ed antimeningococco C per i nati dal 2012 al 2016 e antivaricella ed antimeningococco B per i nati dal 2017.
Il combinato delle circolari e della legge 119 genera un insieme di norme che coinvolgono i farmacisti. La legge prevede la possibilità di prenotare gratuitamente le vaccinazioni in farmacie convenzionate aperte al pubblico e collegate ai Centri Unificati di Prenotazione delle aziende del Ssn. La circolare 16 inoltre conferma come nelle iniziative di comunicazione e informazione istituzionale che il Ministero della Salute promuoverà "per favorire una adesione volontaria e consapevole alle vaccinazioni previste dal Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale e per diffondere una cultura delle vaccinazioni sia nella popolazione che negli operatori sanitari" oltre a servizi di igiene delle Asl, medici di famiglia e pediatri siano coinvolti i farmacisti, "sentite le rispettive rappresentanze degli Ordini professionali e le associazioni di categoria". Anche l'informazione al cittadino potrà essere effettuata - oltre che dai servizi vaccinali, dai Dipartimenti di prevenzione e dai medici "storicamente demandati a tale funzione" -dai consultori "e dagli esercenti le professioni sanitarie in qualche modo correlate alle attività di vaccinazione e alla prevenzione delle malattie infettive". Inclusi fino a prova contraria i farmacisti. Per le vaccinazioni raccomandate dalla circolare 14 agosto, si raccomanda che le attività di comunicazione e promozione a livello locale coinvolgano pure "i farmacisti, in modo da offrire ai genitori/tutori/affidatari un'informazione coerente e scientificamente valida attraverso tutti gli operatori sanitari maggiormente impegnati nelle attività correlate all'offerta vaccinale". Le farmacie potrebbero avere anche un ruolo a livello locale nell'inoculazione dei vaccini; se l'immunizzazione praticabile presso di esse da medici ed infermieri è stata bocciata in Parlamento, l'emendamento del vicepresidente Fofi Luigi D'Ambrosio Lettieri che la prevedeva è stato trasformato in ordine del giorno che impegna il Governo a consentire la somministrazione ad opera di medici ed infermieri "anche presso le farmacie pubbliche e private del territorio nazionale".
Mauro Miserendino
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