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Politica e Sanità

18 Settembre 2017

Spesa farmaceutica, acquisti diretti sforano. Bene la convenzionata, ma non in tutte le regioni


Se la spesa farmaceutica complessiva fa registrare, nei primi cinque mesi dell'anno, uno scostamento, rispetto al tetto, di oltre 760 milioni di euro (pari a 8,5% del Fsn), a sforare - ma non è una novità - è la voce degli Acquisti diretti (ex ospedaliera). E, mentre la spesa Convenzionata, a livello complessivo, risulta sotto il limite, sono 10 le regioni che, per ora, sono andate oltre il tetto. I dati emergono dal Monitoraggio nazionale e regionale della Spesa farmaceutica (gennaio - maggio 2017), recentemente pubblicato dall'Aifa. Per quanto riguarda la spesa convenzionata, si registra un avanzo di 26 milioni di euro, raggiungendo il 7,9% del Fsn. Sul fronte regionale, sono dieci le regioni che eccedono il tetto del 6,89%, con Abruzzo (9,40%), Puglia (9,32%), Calabria (8,93%), Marche (8,73%), Campania (8,72%), Sardegna (8,66%), Lazio (8,63%), Lombardia (8,19%), Basilicata (8,09%), Sicilia (8,02%). Mentre, tra le regioni che fanno meglio ci sono Bolzano (5,67%), Emilia-Romagna (6,12%), Veneto (6,68%), Valle d'Aosta (6,72%). Per quanto riguarda invece la spesa per gli Acquisti diretti, si conferma il trend degli anni passati e le previsioni per la fine dell'anno potrebbero vedere uno sforamento anche maggiore rispetto all'anno precedente. Sul fronte regionale, tutte le regioni si attestano oltre il tetto, a eccezione della provincia di Trento che ha raggiunto un valore pari al tetto. In cima alla lista ci sono Campania (114 milioni), Puglia (103) e Toscana (92). Nella voce è inclusa anche la spesa per la distribuzione diretta e per conto di fascia A, dove si registra una contrazione rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, del 24,4%. Ma i dati, scrive l'Aifa, non sono ancora attendibili perché risentono di una mancata comunicazione da parte della Sardegna.

Tra i dati Aifa, c'è un riferimento anche ai due fondi per i farmaci innovativi oncologici e non oncologici: i primi, che restano al di sotto del fondo, fanno registrare una spesa di circa 147 milioni di euro, mentre i 10 farmaci innovativi non oncologici hanno già superato il limite per una spesa complessiva di 586 milioni di euro.

Francesca Giani

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