Politica e Sanità
29 Settembre 2017«Grande rammarico per il rinvio della discussione in Aula del testo sull'uso terapeutico della cannabis sul quale le commissioni Giustizia e Affari sociali hanno lavorato per mesi. Delusione perché gli oltre 300 emendamenti presentati portano per la quasi totalità la firma di deputati del gruppo di Ap, il partito della Ministra della Salute, Beatrice Lorenzin». Non usa mezzi termini Maria Amato, deputata del Pd componente della commissione Affari sociali della Camera per commentare gli ultimi sviluppi del nuovo testo stralciato sull'uso terapeutico della cannabis, il cui esame in Aula slitta al 31 ottobre. «Siamo nella settimana di presentazione della iniziativa di 100 città contro il dolore» prosegue Amato «una iniziativa che si ripete da anni a cura della fondazione Isal per la sensibilizzazione sul tema del dolore e in particolare del dolore cronico. Non c'è niente di cui esser fieri ad ostacolare l'accesso a trattamenti per il dolore permanente».
«Nel mondo medico» continua «se da tempo è caduto il tabù della morfina, quello per la cannabis non c'è mai stato. Infatti, proprio dal mondo medico e scientifico è arrivata la richiesta di seguire due percorsi di legge separati: uno per l'uso terapeutico della cannabis e un altro per l'uso ludico. Purtroppo, per il momento, non possiamo dire che un ulteriore apporto alla cura del dolore è stato normato e dovremo dire a quei pazienti, che potrebbero giovarsi del trattamento antidolore, che per giochi politici avranno ancora grandi difficoltà ad accedere a questi trattamenti. Si tratta di pazienti complessi come quelli con anoressia da chemioterapia o con dolore muscolare spastico per cancro, nella Sla o per Sclerosi multipla o per quelle forme artritiche in cui i pazienti ricorrono a pesanti trattamenti cortisonici. Ap fa ostruzionismo contro questi pazienti non contro una proposta di legge. Rammarico e delusione per chi, in nome di una finta prudenza, perde di vista il dolore dei malati, quel dolore che, nella mia esperienza di medico, so bene essere inutile». Sulla stessa lunghezza d'onda Giulio Marcon, capogruppo di Sinistra Italiana-Possibile: «Il rinvio della discussione è colpa dell'ostruzionismo di Ap» e anche Mdp se la prende con «i 300 emendamenti presentati dal gruppo di Alfano».
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