Politica e Sanità
03 Ottobre 2017La III Sezione del Consiglio di Stato ha annullato le raccomandazioni della Regione Veneto con le quali è stato sconsigliato ai medici operanti nelle strutture ospedaliere pubbliche l'utilizzo di alcuni farmaci oncologici, regolarmente autorizzati dall'Aifa - Agenzia Italiana del Farmaco, per la cura del carcinoma ovarico e di quello mammario, e rientranti tra i Livelli essenziali di assistenza. Il Consiglio di Stato ha ribadito in questo modo il principio secondo cui le Regioni non possono limitare i livelli essenziali di assistenza, nemmeno "raccomandando" ai medici l'utilizzo di alcuni farmaci rispetto ad altri, valutati come meno convenienti nel rapporto costi/benefici. Tali livelli essenziali, infatti, devono restare uniformi sul territorio nazionale per la essenziale garanzia del diritto alla salute (art. 32 Cost.). Questo ha lo scopo di evitare ingiustificate disparità di trattamento terapeutico tra i pazienti residenti nelle diverse Regioni ma anche di non influenzare, con differenti scelte di politica farmaceutica ispirate al mero contenimento della spesa sanitaria in ogni Regione, le scelte del medico nella prescrizione di un farmaco già valutato idoneo alla cura di malattie gravi come il cancro , sul piano dell'appropriatezza terapeutica, da parte dell'AIFA, all'esito di una valutazione scientifica alla quale non si può sovrapporre, o addirittura contrapporre, quella di ogni singola Regione.
La competenza circa l'appropriatezza dei farmaci, perciò, spetta solo all'Aifa così come l'equivalenza tra i principî attivi impiegati per la cura di gravi patologie, e la rimborsabilità dei medicinali da parte del Servizio Sanitario Nazionale. Una conclusione non condivisa dall'Assessore alla Sanità della Regione Veneto Luca Coletto che sottolinea, pur rispettando il pronunciamento del Consiglio di Stato come «lo Stato ha il solo obbligo di garantire alla gente le cure e i fondi necessari per erogarle. La Regione Veneto» sottolinea Coletto «non ha impedito e mai impedirà nessuna prescrizione, tanto meno nella lotta al tumore. Sono stati invece approvati con decreto i percorsi terapeutici e le indicazioni definiti all'interno della Rete Oncologica Veneta da un gruppo tecnico di oncologi, farmacologi, epidemiologi, esperti di organizzazione sanitaria, con la partecipazione attiva e il parere delle Organizzazioni dei pazienti. Ricordo» prosegue Coletto «che garantire i Livelli Essenziali di Assistenza, cosa che in Veneto si fa da anni e anni come testimonia lo stesso Ministero della Salute che ci ha sempre promosso a pieni voti rispetto alla capacità di erogazione dei LEA, non può significare un qualsivoglia impegno a garantire la prescrizione di determinati farmaci piuttosto che altri, ma esclusivamente a erogare le migliori cure alla gente. I Lea vanno garantiti senza discutere, ma le Regioni vanno misurate sugli esiti di salute, non sui pezzi dei farmaci che acquistano».
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