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Politica e Sanità

03 Novembre 2017

Certificazione vaccini, i primi dati. In Lombardia molti alunni non in regola


«Come coordinatore degli assessori regionali alla Salute confido che tutte le Regioni adempiranno agli obblighi previsti dalla normativa sulle vaccinazioni obbligatorie. Nei prossimi giorni ci confronteremo per una valutazione complessiva della situazione. In Piemonte la situazione è sotto controllo. Entro 10-15 giorni l'assessorato regionale alla Sanità invierà tutti i dati raccolti ed elaborati dalle Asl al ministero della Salute». A dirlo Antonio Saitta, assessore alla Sanità del Piemonte, dopo che sono stati diffusi i primi dati della Lombardia. Qui al 31 ottobre, termine entro il quale in tutta Italia le famiglie dovevano dichiarare alle scuole dell'obbligo la situazione vaccinale dei figli tra 0 e 16 anni, su un milione di studenti oggetto dello "screening" 95 mila non risultano vaccinati (9,5%) con una punta a Milano del 13%. Dei 95 mila, 4 mila hanno regolarizzato la posizione e si sono vaccinati, 11 mila saranno immunizzati nei prossimi mesi in quanto si sono prenotati all'Asl, ma per 80 mila non è stata dichiarata la prenotazione dell'immunizzazione. Di questi, quasi metà (37 mila) sono a Milano, 13% contro 5% di soglia massima ammessa di non immunizzati; c'è il rischio che anche dopo la chiamata dell'Asl restino scettici e c'è anche il rischio che qualcuno dei già prenotati non si presenti a costo di pagare una sanzione che va da 100 a 500 euro. In questi giorni sono attesi i dati delle altre regioni. Alcune hanno scelto procedure burocratiche diverse per individuare i non vaccinati. In Toscana, Sicilia, Calabria e Lazio dove le scuole girano l'elenco degli iscritti alle Asl, come si dovrà fare in tutta Italia obbligatoriamente dal 2019. Invece in Piemonte, Liguria, Marche ed Umbria sono le Asl a chiamare le famiglie in base ai dati dei libretti vaccinali.

Nella maggioranza delle regioni è stata adottata la procedura nazionale di raccogliere le situazioni delle famiglie entro ottobre (per la scuola dell'obbligo, e a settembre per le materne). A seconda della procedura a questo punto i dati sull'adesione potrebbero variare, «ad esempio -ci dice un pediatra piemontese - da noi siccome il contatto avviene prima con l'Asl, si è in regola con la scuola solo se si è preso appuntamento per l'immunizzazione». Dunque sarà difficile avere dati omogenei prima di qualche mese. L'assessore Saitta ricorda che «la scadenza amministrativa del 31 ottobre non ha una particolare valenza rispetto all'obiettivo generale che la legge indica, ossia aumentare la copertura vaccinale, e per il quale il Piemonte è fortemente impegnato fin dal mese di luglio, con tutte le sue componenti istituzionali. La nostra Regione ha istituito uno stretto coordinamento fra gli Assessorati alla Sanità, all'Istruzione e Formazione professionale, l'avvocatura regionale, le aziende sanitarie, l'ANCI e l'Ufficio Scolastico regionale, con lo scopo di affrontare le singole problematiche».


Mauro Miserendino

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