Politica e Sanità
01 Dicembre 2017Niente aumento dell'Iva, niente bollette ogni 28 giorni, un fondo per i truffati dalle banche: per queste cose sarà ricordata la legge di stabilità approvata ieri in Senato con 149 sì e 93 no e ora in itinere alla Camera. Qui si andrà in commissione bilancio il 5 dicembre e in aula il 19. E non sono improbabili piccoli ulteriori ritocchi, come il bonus bebè (80 euro al mese dal 2019 dimezzati a 40) per i primi tre anni di vita del bambino e non solo per il primo anno. Una Finanziaria che contiene un po' di ossigeno per l'ente previdenziale dei farmacisti: prevede che società di capitali, coop a responsabilità limitata e società di persone proprietarie di farmacie private, con capitale maggioritario di soci non farmacisti, dal 2018 versino ogni 30 settembre all'Enpaf un contributo pari allo 0,5% sul fatturato al netto dell'Iva. È l'unica misura riservata alla categoria di una manovra che per altri versi prende importanti misure sulla spesa sanitaria e farmaceutica, e in particolare sui ripiani di spesa che le industrie sono chiamate a operare per i deficit "cagionati" al Servizio sanitario rispetto ai parametri fissati. Dopo tre sentenze Tar favorevoli a produttori e distributori, avendo il Ssn ottenuto risparmi sulle vendite nelle farmacie territoriali nel triennio, l'Agenzia del Farmaco ha accordato uno sconto del 20% per il ripiano 2013 e del 10 per il 2014 e 2015. La manovra però chiede ai produttori di ripianare già a febbraio 2018 gli sforamenti 2016 così da far affluire soldi in cassa alle regioni. Le transazioni sugli anni precedenti (valore 1,48 miliardi di cui 880 milioni già versati ma in parte contestati) saranno concluse dopo e solo con le industrie che hanno ripianato il 2016.
Per i farmaci innovativi ed innovativi oncologici saranno rivisti i fondi extra Fondo sanitario nazionale: il comitato di verifica dei Lea sarà abilitato da delibera dei ministeri di Salute ed Economia a controllarne l'efficacia sulla base dei dati di Real World Evidence e dei registri. La manovra prevede inoltre decreti per l'adeguamento delle aziende sanitarie all'obbligo di informatizzare e monitorare tutte le transazioni Ssn, tutti gli enti della sanità trasmetteranno questi documenti tramite il sistema d'accoglienza dati messo a disposizione dal Ministero dell'Economia secondo un programma fissato da decreti ad hoc. In tema di edilizia sanitaria invece se le regioni non presentano al Ministero della Salute le richieste di finanziamento degli accordi di programma entro 30 mesi dalla firma di questi ultimi i contratti si intenderanno risolti e le risorse saranno riallocate.
Tra le note negative per regioni e cittadini il superamento solo parziale del superticket: il Governo stanzia appena 60 milioni (rispetto a 240 ventilati da più parti) coprendo i 10 euro a ricetta su esami e visite specialistiche per alcune categorie vulnerabili, ma non esplicitamente per i redditi più bassi. Inoltre, per convenzioni e contratti non si esplicitano gli stanziamenti sul fondo sanitario ma anzi le regioni -chiamate dalla manovra a girare al Mef 2,2 miliardi come contributo alla riduzione del debito- dovranno sottrarre 300 milioni complessivi dalle destinazioni del Fondo sanitario erodendo il miliardo in più assegnato per il 2018. Dal Fondo sono però tratti gli aumenti da destinare a convenzioni e contratti, è uno dei motivi per cui i medici ospedalieri hanno dichiarato lo sciopero del 12 dicembre e i medici di famiglia potrebbero seguirli.
Tra le note positive, la previsione di istituire al Ministero del lavoro e delle politiche sociali un fondo per il sostegno del titolo di cura e di assistenza del caregiver familiare con una dotazione iniziale di20 milioni di euro l'anno per 2018, 2019 e 2020. L'assegno non può coprire tutti i familiari di disabili e anziani con deficit, ma si potenzia la dotazione del Fondo per la lotta alla povertà destinata a servizi sociali (anche contro la non autosufficienza).
Mauro Miserendino
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