Politica e Sanità
13 Dicembre 2017Tra fake news e fai da te, cresce il numero degli italiani che si affida a internet per trovare una cura alle proprie malattie o ricorre all'automedicazione utilizzando i farmaci da banco senza passare per il consiglio di un professionista della salute. Secondo il Censis che a Roma ha presentato l'indagine 2017 su "Il valore socio-economico dell'automedicazione", realizzata in collaborazione con Assosalute, sono 15 milioni gli italiani che, nell'ultimo anno, in caso di piccoli disturbi hanno cercato informazioni sul web. Di questi, però, 8,8 milioni sono stati vittime di fake news o si sono imbattuti in indicazioni mediche sbagliate. «Un dato allarmante questo - ha commentato Massimiliano Valeri, direttore generale del Censis, presentando la ricerca - Se il medico di medicina generale (53,5%) e il farmacista (32,2%) restano le principali fonti di informazione, i dati dimostrano che sta decollando il ricorso a diversi canali web, il 28,4% degli italiani. Tra questi, poi, il 17% consulta siti web generici per la salute e un 2,4% i social. Solo un 6% si affida ai siti istituzionali. Inoltre il 69% del campione rappresentativo intervistato vorrebbe trovare on line informazioni certificate sulle piccole patologie e sui farmaci da assumere senza obbligo della ricetta medica».
La necessità di trovare velocemente una risposta ai propri disagi fisici nasce anche dal fatto che oggi in Italia ci sono complessivamente 49 milioni di cittadini che soffrono di piccoli disturbi che ne compromettono la piena funzionalità quotidiana nelle relazioni sociali e sul lavoro. Di questi 17 milioni soffrono frequentemente di disturbi che incidono pesantemente sulla qualità della loro vita, come ad esempio il mal di schiena (40,2%), il mal di testa (25,9%), o problemi legati a stomaco, dalla gastrite ai problemi digestivi (15,7%). Lo studio del Censis registra in generale anche un'aumentata tendenza in Italia all'automedicazione. Ben il 73% degli intervistati è convinto che in caso di piccoli disturbi ci si possa curare da soli. Complessivamente sono 46 milioni gli Italiani che si curano da soli con farmaci da banco, senza bisogno di ricorrere alla ricetta del medico. Di questi 15 milioni lo fanno spesso. La prima volta che si assume un farmaco senza obbligo di ricetta, tuttavia, ci si rivolge nel 70,4% dei casi al medico o al farmacista e, in linea di massima l'automedicazione con i farmaci da banco si fonda sempre su indicazioni mediche. Gli italiani comunque non usano i farmaci come semplici beni di consumo. Dallo studio del Censis emerge che nel nostro paese la spesa media pro capite per farmaci da banco è pari a 40,2 euro all'anno, il 39% in meno rispetto alla media degli altri paesi europei come l'Inghilterra (69,8 euro), la Germania (80,1 euro), o la Francia (83,1 euro).
«I dati del Censis dimostrano che di fronte ad un'esigenza accedere a informazioni semplici e immediate c'è bisogno di dare nuova autorevolezza ai siti istituzionali - ha commentato Stefano Vella, presidente dell'Aifa, annunciando - L'Agenzia italiana del farmaco partirà presto con una campagna di informazione per il corretto uso dei medicinali». Per Marco Cossolo, presidente di Federfarma, «ricorrere ai farmaci di banco vuol dire pesare meno sul Sistema sanitario nazionale, liberando risorse che si possono destinare a patologie non curabili con i farmaci che non hanno bisogno di prescrizione. Per usare meglio le risorse a disposizione - ha detto - andrebbe fatta una valutazione attenta delle patologie da lasciare a carico del Ssn e quelle, invece, che possono essere curate semplicemente con i farmaci da banco».
Francesca Malandrucco
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