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Politica e Sanità

20 Dicembre 2017

Bilancio dell’anno, Assofarm, nel 2017 apertura da Regioni a Dpc e Convenzione


Una ripresa di interesse delle Regioni nei confronti delle farmacie, con un clima di collaborazione che non si registrava da anni, e, sulla spinta di alcune controverse riforme liberalizzatrici, una maggiore propensione da parte delle farmacie, tanto private quanto pubbliche, ad avviare processi di efficientamento della loro operatività. Sono queste le linee direttrici che, nel bilancio di fine anno di Venanzio Gizzi, presidente di Assofarm, hanno caratterizzato il 2017. «I primi segnali positivi» ripercorre le tappe principali dell'anno in chiusura «arrivano a fine gennaio da due tavoli istituzionali, uno coordinato da Aifa in seno ad un più ampio gruppo di lavoro voluto dal Ministero per lo Sviluppo Economico, l'altro stimolato dalla Sifo». In quella occasione il dibattito ha ricevuto «una accelerazione, registrando da più parti istituzionali la necessitaÌ di riconsiderare alcuni contenuti della legge 405 del 2001» con una «apertura verso la Dpc e una volontà di maggiore coordinamento tra le politiche sanitarie regionali».

Il «nuovo atteggiamento delle Regioni trova conferma nella riapertura, a settembre, del Tavolo di trattative per il rinnovo della Convenzione, dopo vent'anni di annunci andati a vuoto». Un cambio di rotta legato forse anche al fatto che «nel sottocoperta istituzionale sia pian piano maturata la consapevolezza che la farmacia possa giocare un ruolo all'interno della grande sfida di mantenere in vita una sanitaÌ pubblica sempre più povera di risorse». Una direzione, questa, evidente anche nell'iniziativa delle Reti cliniche integrate e strutturate avviata dall'Azienda Toscana Sud-Est per una gestione proattiva della cronicità in team multiprofessionali sul territorio, partendo dalle Aggregazioni Funzionali Territoriali (AFT). «Ci siamo subito attivati» e «dopo quattro mesi sono arrivati i frutti dei nostri contatti con un accordo tra Assofarm e la Asl toscana sulle basi metodologiche di una sperimentazione comprendente anche le farmacie, attraverso i metodi dell'aderenza alla terapia, farmacovigilanza e monitoraggio. Non era mai successo che istituzioni sanitarie regionali, professionisti della salute e farmacie territoriali progettassero insieme una sperimentazione di presa in carico del malato cronico durante la sua vita quotidiana». Grande novità dell'anno, per quanto annunciata, è stata la «conversione in legge del Ddl Concorrenza che apre formalmente la strada alla formazione di grandi catene di farmacie. Assofarm reagisce alla riforma proponendo un grande processo aggregativo delle farmacie indipendenti a vocazione sociale: i numeri sono più chiari delle parole: se quasi tutte le farmacie comunali italiane si unissero, avremmo un gruppo di oltre 1.000 punti distributivi sull'intero territorio italiano». Da qui si è avviato un percorso attorno alla «volontà di ampliare le dinamiche di rete, tanto in ambito progettuale quanto in quelle più squisitamente commerciale, con la definizione di alcuni nodi operativi da sciogliere in corso d'opera, secondo quanto emerso nella Giornata Nazionale delle Farmacie Comunali del 2 dicembre scorso». Infine, un ulteriore spunto di dibattito è arrivato con l'introduzione «nel panorama italiano da parte di Assofarm del concetto di farmacista di famiglia, su ispirazione del Belgio, con la possibilità per il paziente di scegliere liberamente il proprio farmacista di riferimento, e remunerando il farmacista in base al numero di pazienti cronici seguiti, sulla falsariga del rapporto convenzionato dei medici di medicina generale».

È possibile, conclude Gizzi, «che il 2017 sia stato l'anno in cui tutte le energie accumulate in passato abbiano iniziato a sprigionarsi. Dicendo questo non consideriamo solo quelle per noi positive. Continuiamo infatti a pensare che le liberalizzazioni, cosiÌ come sono diventate legge, presentino più rischi che opportunità per la sanitaÌ italiana. Di contro, peroÌ, era ormai altrettanto negativo il nulla di fatto che si protraeva da troppo tempo. Tutto ciò per dire che finalmente sembra essersi aperta la stagione del confronto sul campo, tanto quello del mercato quanto quello istituzionale. E finalmente le farmacie sono chiamate a dimostrare coi fatti il loro valore».

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