Politica e Sanità
16 Gennaio 2018Mentre l'opinione pubblica e le associazioni di consumatori dibattono sulla legittimità dell'aumento del diritto addizionale, Regione Emilia Romagna recepisce le nuove disposizioni in materia integrandole, con una delibera, nelle norme regionali. Con un atto ordinario, approvato lo scorso fine dicembre, la Giunta regionale ha dato atto a quanto disposto dal Decreto ministeriale del 22 settembre 2017, nell'art. 9 combinato con quanto disposto dalla legge regionale n.2 del 3 marzo 2016, art. 13 comma 7, dai quali emerge che "il diritto addizionale, per la sua natura di corrispettivo aggiuntivo, dovuto per aver eseguito una prestazione obbligatoria durante il servizio a battenti chiusi o "a chiamata" durante il turno notturno o, per le sole farmacie rurali sussidiate, anche durante il turno diurno, spetta al farmacista in ogni caso di erogazione di un prodotto oggetto di dispensazione obbligatoria e, pertanto, sia in caso di dispensazione di uno o più medicinali come esplicitamente indicato all'art. 9 del DM 22 settembre 2017, sia in caso di erogazione di dispositivi medici, latte e alimenti per la prima infanzia, prodotti destinati ad un'alimentazione particolare" come indicato nella Legge regionale.
La delibera precisa anche quando il diritto addizionale è a carico del Ssn, vale a dire quando "la ricetta Ssn è rilasciata dalla guardia medica o reca un'indicazione che ne certifica il carattere di urgenza, non solo quando la farmacia effettua servizio a battenti chiusi, ma anche quando la farmacia effettua servizio anche a chiamata, sempre che si tratti di servizio svolto durante il turno notturno o, per le sole farmacie rurali sussidiate, anche diurno e la ricetta riporti l'annotazione da parte della farmacia relativa all'ora di presentazione della ricetta stessa". Nelle indicazioni della Regione anche la cura da parte del farmacista di "informare l'utenza del pagamento del diritto addizionale esplicitandone l'ammontare, determinato dal DM" ma anche di dichiarare quando il diritto addizionale è, invece, a carico del Servizio sanitario nazionale.
Simona Zazzetta
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