Ordine Verona guida Consulta regionale: obiettivo è formare nuova generazione di farmacisti
Vigilare sull'operato dei nostri iscritti a tutto vantaggio del cittadino e portare avanti attività di formazione di una nuova generazione di farmacisti a cui fornire strumenti moderni per aggiornare ed evolvere la propria figura professionale ed essere protagonista all'interno di un sistema sanitario che sta cambiando. Questi gli obiettivi annunciati Federico Realdon, neo presidente dell'Ordine dei Farmacisti di Verona eletto a capo della Consulta del Veneto, l'organo di coordinamento tra i vari Ordini della regione Veneto. «La nostra è una professione che cambia - afferma in una nota stampa - bisogna essere pronti a raccogliere le sfide che ci attendono, perciò credo che il coinvolgimento dei giovani sia essenziale. Infatti l'intero consiglio è più giovane e inclusivo». Tra gli obiettivi «far sì che ogni iscritto si senta parte dell'Ordine e ne riceva sostegno e aiuto. Naturalmente il fine ultimo del farmacista è l'assistenza ai cittadini. Nostro compito è vigilare e tutelare l'operato dei nostri iscritti, a tutto vantaggio del cittadino, che si rivolge a noi cercando un punto di riferimento per la sua salute». E spiega che come intende farlo: «Dopo i primi mesi di rodaggio, stiamo programmando le attività che intendiamo portare avanti nel prossimo futuro e che saranno incentrate, nella prima fase, sulla realizzazione di strumenti moderni che diano a ciascun collega la possibilità di aggiornare ed evolvere la propria figura professionale, rendendola capace di rispondere alle nuove esigenze del cittadino» spiega Realdon. «Un altro importante fronte riguarderà la realizzazione di progetti mirati a rendere il farmacista sempre più protagonista attivo all'interno di un sistema sanitario che sta cambiando, offrendo la possibilità di inserirsi come attore principale nell'aderenza alle terapie e nella presa in carico del paziente. In merito ai cambiamenti politici, essendosi ormai realizzata l'apertura al capitale, che potrà entrare nella proprietà delle farmacie, portando alla nascita di grosse catene, dovremo porre particolare attenzione al rispetto delle norme e della professionalità che potrebbero essere messe in secondo piano da logiche prettamente commerciali. Ad ogni modo, ci auguriamo che sia finito il periodo di instabilità normativa che ha reso difficoltoso sviluppare progetti concreti e funzionali negli ultimi anni e che si apra finalmente una fase in cui poter costruire il futuro di questa categoria».
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