Convenzione, Sisac verso trattativa. Pomo: nodi in Dpc nazionale e risorse per servizi
I lavori sulla trattativa per il rinnovo della Convenzione stanno proseguendo e verso l'inizio del mese prossimo potrebbero entrare nel vivo della fase più negoziale. Tra i passaggi, secondo quanto riferisce Vincenzo Pomo, coordinatore Sisac, a Farmacista33, c'è la messa a punto, in una bozza di contenuti, che parte dall'atto di indirizzo, di proposte su cui confrontarsi con le farmacie. E tra i temi considerati più critici c'è l'uniformazione della Dpc a livello nazionale e dare avvio alla farmacia dei servizi grazie anche alla legge di Bilancio. Mentre sulla remunerazione «la competenza è dell'Aifa». «Settimana prossima» spiega a Farmacista33 «ci incontreremo con i responsabili del servizio farmaceutico delle varie regioni e contiamo di ultimare la definizione di una bozza di contenuti da portare, successivamente, in una riunione con le sigle delle farmacie, che potrebbe seguire a stretto giro. Può essere che verso la fine del mese o l'inizio di marzo si possa dare avvio alla fase più negoziale della trattativa». Sui contenuti «per ora, per quanto ci riguarda, stiamo chiudendo l'aggiornamento della parte normativa della convenzione, che concerne per esempio i turni, le distinte contabili elettroniche, e così via». Mentre per i temi più caldi «le priorità riguardano Farmacia dei servizi e Dpc». Per il primo punto «abbiamo raccolto le proposte dalle farmacie e dalle regioni. L'idea è di definire i servizi per far partire la sperimentazione. Stiamo cioè immaginando come avviare questo processo della farmacia dei servizi con le risorse che hanno le Regioni e con le risorse che la legge di Bilancio 2018 ha messo a disposizione». Mentre, per quanto riguarda il capitolo Dpc, «che vede molte differenze regionali, stiamo lavorando, nel rispetto dell'atto di indirizzo, all'idea di una omogeneizzazione nazionale. Un tema non facile data soprattutto la grande variabilità nella remunerazione delle farmacie, che vede situazioni più o meno vantaggiose. Anche immaginando di applicare un discorso di media, si tratta di conciliare una situazione in cui si verrebbe, da un lato, a generare, in alcuni casi, una remunerazione più bassa per le farmacie e, dall'altro, in altre aree, maggiori costi per le regioni. Trovare un punto di accordo in questa situazione è difficile, ma ci stiamo lavorando». Infine, in merito alla remunerazione, «non è tema di nostra competenza, ma, per legge, di Aifa, che dovrebbe portare avanti la discussione. Detto questo, è probabile che Aifa ci convocherà, in quanto rappresentanti delle regioni».
Francesca Giani
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