Politica e Sanità
02 Marzo 2018Produttività, flessibilità, formazione, welfare. Sono queste alcune delle tematiche chiave per Federfarma rispetto al tavolo per il rinnovo del contratto nazionale dei dipendenti di farmacia, che settimana prossima entrerà nel merito della trattativa, dopo aver concluso la fase esplorativa con le sigle dei lavoratori. «Dopo aver individuato le tematiche, dal prossimo incontro» fa il punto Giuseppe Palaggi, coordinatore della delegazione datoriale e presidente di Federfarma Viterbo «scenderemo man mano nel dettaglio dei vari aspetti. Punto di partenza sarà la pulizia di tutti gli elementi obsoleti e l'introduzione, step by step, degli aspetti nuovi per adeguare il contratto allo scenario attuale, su cui si cercherà man mano un accordo».
Come emerso anche durante gli Stati generali di Federfarma, tra le richieste c'è la flessibilità. «Quello che rileviamo è che la normativa sugli orari delle farmacie è cambiata e c'è, in molte realtà, un allungamento dell'orario, mentre manca una corrispondenza tra orario di apertura e orario di lavoro». Su questo punto i sindacati hanno rilevato che lo strumento dell'orario multiperiodale di 16 settimane presente nell'attuale contratto è stato utilizzato poco: «Il sistema è complicato. Le farmacie sono realtà di piccole dimensioni e l'esigenza è per strumenti semplici». Oltre a questo, «anche la gestione dei picchi di attività mette le farmacie nella esigenza di poter disporre di strumenti di maggiore flessibilità». Poi c'è la produttività: «si tratta di introdurre un legame con i risultati aziendali».
E in questo, «credo che un elemento su cui si potrà ragionare insieme è anche il welfare. Ci possono essere al riguardo infatti due vie: il premio di risultato monetario oppure il premio attraverso il welfare. Quest'ultimo ha il vantaggio di essere detassato e di far arrivare al dipendente l'intera cifra». Per quanto riguarda la formazione, la necessità, come messo in luce anche durante gli stati generali, è quella di "far crescere" titolare e dipendente, anche attorno alle tematiche dei servizi cognitivi. «È un punto importante, che sta a cuore a tutti. Su questo, un contributo potrà venire senz'altro dall'Ente bilaterale, che, oltre ad avere una funzione di controllo sull'applicazione del contratto, ha anche proprio questo ruolo».
Francesca Giani
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