Occupazione e formazione, giovani: specializzazione e servizi cognitivi sono risposta
Formazione e occupazione sono temi fortemente legati tra loro e dai giovani farmacisti emerge l'esigenza che l'offerta - universitaria e post universitaria - sia più improntata alla specializzazione e maggiormente orientata ai servizi cognitivi, a partire da aderenza alla terapia, appropriatezza e farmacovigilanza. E proprio in questa direzione è stata messa in evidenza la necessità di un percorso sinergico all'interno della professione che coinvolga le varie componenti della categoria, da Federfarma a Fofi. È questo uno dei messaggi lanciati da Davide Petrosillo, presidente Fenagifar: «Occupazione e formazione sono indicate dai giovani come due criticità del momento. I numeri sono preoccupanti e vedono un divario tra neolaureati e fabbisogno occupazionale di circa 3mila farmacisti ogni anno. Si tratta di una situazione complessa che richiede una risposta a più livelli, ma sicuramente una spinta positiva potrebbe arrivare dallo sviluppo della farmacia dei servizi. Un buon segnale, in questa direzione, è rappresentato dal finanziamento nella Legge Bilancio 2018 che dovrebbe far partire operativamente già da quest'anno le sperimentazioni in tre Regioni». In questo quadro, «per i giovani diventa fondamentale, per favorire l'inserimento nel mondo del lavoro o, più in generale, una crescita professionale, la specializzazione e una formazione più rispondente alla pratica nella farmacia, che sia diretta in particolare verso quelle tematiche che rappresentano il vero valore del farmacista, quell'insieme di competenze che in alcun modo possono essere sostituite. In particolare, si guarda ai servizi cognitivi, a partire dall'aderenza alla terapia e presa in carico del paziente, dalla appropriatezza e dalla farmacovigilanza». Ma proprio su queste tematiche l'offerta formativa sembra essere non sempre adeguata: «Dalla Ricerca "Agifarlab: dai giovani farmacisti il futuro della professione" che avevamo condotto e presentato a fine anno scorso era emerso che il 70% dei giovani non ritiene la proposta formativa esistente in linea con le necessità professionali e per il 90% dei giovani è necessario partecipare a percorsi extra universitari per integrare le conoscenze che derivano dal mondo accademico. Sono dati che devono far riflettere. Per quanto ci riguarda, attraverso l'Agifar Academy stiamo cercando di dare una risposta alle esigenze messe in luce dai giovani, con un percorso riconoscibile, standardizzato e replicabile su tutto il territorio. Ma è chiaro che questa esperienza può trovare amplificazione da una sinergia con le altre componenti della professione, da Federfarma a Fofi. I riscontri positivi ci sono e il dialogo, in questa direzione, è già avviato per iniziare a unire le forze».
Francesca Giani
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