Politica e Sanità
15 Marzo 2018I dati preconsuntivi 2017 confermano la crescita del settore della cosmesi, che registra un valore del fatturato globale pari a 11 miliardi di euro, a +4,3% rispetto all'anno precedente. I dati sono stati resi pubblici, a Bologna, in occasione dell'incontro inaugurale di Cosmoprof Worldwide, rassegna internazionale, che ha ormai superato il mezzo secolo di vita, sulle tendenze legate al settore della cosmetica e del mondo beauty. «Gli indicatori economici e le analisi patrimoniali appena elaborate dal nostro Centro Studi», sottolinea Fabio Rossello, presidente di Cosmetica Italia, «evidenziano il quadro competitivo dell'industria cosmetica italiana, nonostante lo scenario politico-economico ancora incerto. Il settore della cosmesi made in Italy, infatti, ribadisce la costante attenzione agli investimenti in innovazione e servizio alla clientela, ottenendo riscontri sui mercati interni, ma soprattutto su quelli internazionali».
Quanto ai singoli canali, i dati preconsuntivi relativi al II semestre del 2017, infatti, attestano una lenta, ma costante espansione per i canali dell'erboristeria (+0,9%) e della farmacia (+2%). La Gdo, da parte sua, fa segnare un + 1,5 per cento, con un valore delle vendite che supera i 4 miliardi di euro: oltre il 40% della distribuzione di cosmetici a livello nazionale. L'analisi dei trend di consumo dei singoli prodotti evidenzia la crescita significativa di contorno occhi e zone specifiche (+7,2%), seguiti da rossetti, lucidalabbra e solari (+6,9%).
Sono i cosmetici per la cura del viso la principale "famiglia" di consumo nelle abitudini degli italiani; grazie al trend positivo del 2,7% rispetto al 2016, coprono il 16,9% del totale vendite, per un valore pari a 1.435 milioni di euro. Notevole l'aumento della quota di produzione destinata all'estero: l'export fa segnare incremento di 8 punti percentuali e arrivando a toccare i 4,7 miliardi di euro. Il rapporto export/produzione supera il 41% a fine 2017. Tirando le somme, l'Italia è il quarto sistema economico della cosmetica - dopo Germania, Regno Unito e Francia - con 35.000 occupati, che salgono a 200.000 con l'indotto. I laureati sono pari all'11% degli occupati, contro una media nazionale del 6% e le donne laureate sono circa 1.700, il 45% dei laureati nel settore. Oltre agli specializzati in Chimica farmaceutica e Cosmetologia, sono numerosi gli addetti specializzati in Economia e marketing di canale. Infine, per l'innovazione e la tecnologia, la ricerca e lo sviluppo le imprese della cosmesi in Italia investono più del 6% del fatturato, contro una media nazionale stimata inferiore al 3%.
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