Politica e Sanità
21 Marzo 2018Il bando pubblicato dalle farmacie comunali di Brindisi che escludono dal conteggio di anni di esperienza, quelli lavorati in parafarmacia, è l'ultimo esempio di tantissime situazione che penalizzano il farmacista di parafarmacia che subisce da anni un atteggiamento duale da parte delle istituzioni: da una parte gli si impedisce di esercitare pienamente il proprio lavoro e avere i giusti riconoscimenti e dall'altra versa la quota all'ordine professionale, i contributi alla cassa previdenziale Enpaf e sottostà al codice deontologico. Così Davide Gullotta, presidente della Federazione nazionale parafarmacie italiane, risponde alle affermazioni del presidente di Assofarm Venanzio Gizzi nel dibattito generato dal bando per un posto da direttore di farmacia recentemente pubblicato da Servizi Farmaceutici di Brindisi Srl. Nel merito Gullotta afferma che è «pacifico che un farmacista in farmacia nel corso degli anni abbia possibilità di dispensare più tipologie di farmaci e quindi anche affrontare diverse tipologie di ricette e situazioni. Il problema risiede nell'attuale sistema di accesso alla professione e di distribuzione del farmaco che crea tali assurdità ed incongruenze all'interno della stessa categoria professionale. Ma i Farmacisti che lavorano in parafarmacia ormai da anni si trovano a subire una disparità di trattamento e non tutelarli, non sanare e risolvere il sistema di accesso alla professione, vuol dire distruggere la professione di farmacista». Gullotta punta il dito proprio sulle farmacie comunali: «Istituzione importante e da difendere, sono state teatro di discriminazioni enormi nei confronti dei farmacisti, come il bando al ribasso del comune di Camerino, o sono diventare porta di accesso per il capitale privato, con centinaia di farmacie comunali date in gestione per 99 anni a multinazionali estere ancora prima che entrasse in vigore il ddl concorrenza. Chiediamo proprio al presidente Gizzi, cosa devono essere le Farmacie Comunali? L'istituzione che valorizzi il farmacista nella sua professionalità o la porta d'accesso per i capitali privati e un'anticipazione delle discriminazioni sul posto di lavoro che i farmacisti collaboratori potrebbero subire con il capitale privato. Quello di cui parliamo è alla luce del sole. Così come è alla luce del sole un sistema di accesso basato sull'ereditarietà di una concessione statele che mal si concilia con il noto ddl concorrenza»
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