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Politica e Sanità

28 Marzo 2018

Una farmacia a misura di paziente: il progetto Cure2Care


Quindici tavoli di lavoro cui hanno partecipato un centinaio di farmacisti per elaborare gli indicatori necessari per misurare il contributo della farmacia nell'ambito della sanità per valorizzare il suo ruolo centrale di presidio di attenzione e cura al cittadino. Così Erika Mallarini, docente della Sda Bocconi, spiega gli obiettivi del progetto descritto nel volume #Cure2Care. Prendersi cura del futuro della salute, edito da Edra che è stato presentato oggi a Roma. Una pubblicazione - curata da Mallarini e dal vice presidente di Federfarma Vittorio Contarina - che sintetizza un lavoro collettivo sviluppatosi sotto l'egida dell'Osservatorio consumi in sanità della Sda Bocconi e con il supporto non condizionato di Sandoz.
Passare dal "curare" al "prendersi cura" del paziente non è - tiene a precisare Mallarini - «un facile motto sulla sanità che cambia ma una formula scientifica che sintetizza un metodo di lavoro». Cure sta per competenza, urgenza, raggiungibilità ed empatia; Care è acronimo di certificazione, assistenza, rete ed empowerment. Da qui la formula per costruire il futuro della farmacia: Cure2Care = Competenza, Urgenza, Raggiungibilità ed Empatia (x) Certificazione, Assistenza, Rete ed Empowerment. A ogni voce della formula corrispondono altri specifici indicatori ai quali è stato possibile attribuire un valore, procedura che consente di valutare con quale grado di qualità la singola farmacia è capace di rispondere alle esigenze del paziente.
«Applicando questa formula - prosegue Mallarini - sarà possibile identificare quali e quante farmacie sono in grado di rispondere a ciascuna esigenza che si presenta. Le esigenze sui territori sono diverse e pertanto le farmacie offrono servizi differenti, coerenti con le necessità dei cittadini. Oggi nel settore sanitario non è più possibile essere generalisti; occorrono specifiche competenze approfondite per le diverse patologie e tipologie di prodotto - commentano gli autori -.L'obiettivo della formula è ricondurre le farmacie a cluster in grado di rispondere alle esigenze della comunità per arrivare a un cambio di paradigma per la sostenibilità del Sistema. Ai laboratori organizzati dall'Osservatorio Consumi privati in Sanità della Bocconi hanno partecipato un centinaio di farmacisti da tutta Italia, divisi in 15 tavoli di lavoro - spiega Mallarini - per la prima volta, dai risultati emersi dall'analisi di diversi temi (prevenzione, cronicità, diversity, anziani, società, collaboratori, industria, istruzioni, sanità integrativa e out of pocket) sono stati tratti degli indicatori, necessari per misurare il contributo della farmacia nell'ambito della sanità e per valorizzare il suo ruolo centrale di presidio di attenzione e cura al cittadino». La necessità di uno studio di questo tipo è nata da dati ben precisi e preoccupanti: «Nel 2011 la farmacia veniva considerata dalle Istituzioni un presidio sanitario nel 58 per cento dei casi, nel 2016 solo dal 2 per cento - conclude Mallarini - questa formula garantirà un'opportunità di valorizzazione e di considerazione maggiore per le singole farmacie e per la farmacia come istituzione».
«La necessità era - sottolinea Contarina - rendere evidente, dal punto di vista numerico, e quindi misurabile, il valore sociale ed economico della farmacia. Oggi la farmacia viene spesso sottovalutata e derubricata a semplice dispensatrice di medicinali. Viene sottovalutato il ruolo di dispensatore di salute e la capillarità e la presenza sul territorio della farmacia stessa, aspetto che rappresenta un valore per la popolazione. La farmacia è il primo avamposto del Sistema Sanitario sul territorio. Bisogna ricordare che la farmacia italiana è portatrice di valori professionali e sociali importanti, anche a dispetto di qualche diseconomia e delle rivendicazioni fuori luogo di chi pretende che i negozi di vicinato si trasformino, come niente fosse, in farmacie».
Il metodo messo a punto dai team di lavoro è adottabile non solo dalle farmacie ma da tutti gli operatori che si muovono nella sanità territoriale, «uno strumento pratico e concreto a disposizione di chi lo voglia utilizzare», specifica Mallarini. Un minimo comune denominatore dovrebbe l'empowerment del paziente, l'obiettivo cioè di mettere davvero il paziente al centro di ogni strategia volta a migliorare l'assistenza sul territorio.
«È stato facile per Sandoz - afferma l'amministratore delegato Manlio Florenzano, - aderire a questo progetto che si avvale di contenuti scientifici garantiti dalla Sda Bocconi e del sostegno di Federfarma. Una iniziativa che si inserisce in un cammino già avviato dal gruppo e finalizzato a un nuovo modello di partnership con la farmacia, che supera i confini dell'interazione commerciale per puntare maggiormente sulla formazione e sull'aggiornamento medico-scientifico».

Giuseppe Tandoi

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