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Politica e Sanità

03 Aprile 2018

Passarani (segretario Pgeu): farmacista sia frontiera contro la disinformazione in materia di salute


«Una delle sfide più grandi per i farmacisti in tutto il mondo è quella di diventare un punto di riferimento per una informazione sulla salute e sui farmaci qualificata, sicura e affidabile. C'è un proliferare di fonti di informazione non sempre attendibili o certificate, che possono rappresentare per i cittadini e per i pazienti un rischio». La sollecitazione arriva da Ilaria Passarani, nuovo segretario generale del Pgeu (Pharmaceutical group of the European Union, l'associazione dei farmacisti europei), nell'intervista pubblicata sull'ultimo numero di Punto Effe (5/2018).

Reatina, laurea in Bocconi e specializzazione in Economia delle amministrazioni pubbliche e delle organizzazioni internazionali e in Economia sanitaria, Passarani è stata responsabile del dipartimento Salute e alimentazione dell'Organizzazione europea dei consumatori (Beuc) e membro del Consiglio di amministrazione dell'Ema. Comune ai vari sistemi sanitari continentali, sottolinea, è «l'esigenza di trovare strumenti innovati per declinare attraverso iniziative di impatto la valorizzazione della figura professionale del farmacista, in modo che possa integrarsi appieno nel processo assistenziale, sia in grado di dare efficienza e diventi un elemento di tutela e promozione di salute». Le questioni sul tavolo del Pgeu da affrontare a breve? «I temi dell'integrazione verticale, della digitalizzazione, ma anche il regolamento sulla Privacy, che sarà in vigore a maggio. Per quanto riguarda la digitalizzazione, nel dettaglio, a breve ci sarà la pubblicazione di un documento di indirizzo sulla sanità, che toccherà le farmacie di tutta Europa. Si tratta di tematiche che vanno a incidere sul rapporto tra paziente, medico e farmacisti. In particolare, al centro ci sarà la cartella clinica e, di conseguenza, anche il dossier farmaceutico, che permetterà una serie di servizi quali le prescrizioni elettroniche extrafrontaliere e la realizzazione di servizi di pharmaceutical care».

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