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Politica e Sanità

09 Aprile 2018

Omeopatia, vademecun dalle aziende: non è un’altra medicina ma un sistema integrato


Un vademecum che diffonda un approccio ai medicinali omeopatici, «troppo spesso vessati» e un mantra: «chiedi al medico o al farmacista perché ogni farmaco ha una sua specificità». Questo il messaggio lanciato in occasione della Giornata Internazionale della Medicina Omeopatica in programma domani, martedì 10 aprile da Omeopimprese l'associazione che rappresenta le aziende che in Italia producono e distribuiscono farmaci omeopatici sottolineando che "la medicina omeopatica non è un'altra medicina, ma un sistema integrato di prevenzione, diagnosi e cura che affianca le cure allopatiche".

«In base al Decreto Legislativo 219/2006 i Medicinali Omeopatici, Omotossicologici ed Antroposofici, - spiega il presidente di Omeoimprese, Giovanni Gorga - sono farmaci approvati dall'Autorità sanitaria italiana, tanto che dal 1°gennaio 2019 saranno in vendita solo se completi di AIC, l'Autorizzazione all'immissione in commercio assegnata dall'Agenzia Italiana del Farmaco. Con questo vademecum - spiega il presidente di Omeoimprese, Giovanni Gorga Gorga - che sarà oggetto, a cominciare da domani, di una campagna sui principali media nazionali e nelle farmacie presenti sul territorio nazionale, vogliamo provare a diffondere un corretto approccio ai nostri medicinali, troppo spesso vessati da una piccola parte della comunità scientifica, che però è capace di fare la voce grossa. Un problema, peraltro, solo italiano. Chiedi al medico o al farmacista sarà il nostro mantra perché ogni farmaco ha una sua specificità». In Italia, sono 9 milioni le persone che ricorrono almeno una volta all'anno all'omeopatia. Vale a dire un Italiano su cinque. E si tratta di un dato addirittura in crescita rispetto al marzo 2016, data a cui risale l'ultima indagine ufficiale sul settore, nonostante i fatturati delle aziende non abbiano brillato nel 2017, a causa del ritiro di quasi 10.000 dei 13.000 prodotti in commercio. Il comparto ha infatti chiuso con un -7,2%, passando da un fatturato di 349 milioni nel 2016, agli attuali 324 milioni, perdendo 2milioni di pezzi. «Una razionalizzazione fisiologica, non indolore, dei listini dei nostri associati - spiega Gorga - a seguito della regolamentazione prevista dalla legge, la quale ha consentito allo Stato di incassare oltre 4 milioni di euro relativi alle tariffe di registrazione. Ci siamo allineati a quanto richiesto dalla legge non senza sacrifici - conclude il presidente di Omeoimprese - Nonostante ciò, in questi mesi il comparto è stato oggetto di attacchi mediatici pregiudizievoli e tendenziosi, con il solo scopo di colpire un settore industriale florido e che, ricordo sempre, non pesa sulle casse dello Stato, ma è a totale carico del paziente. Ci si auspica che con il nuovo esecutivo si possa intavolare una discussione seria, onesta, sulle potenzialità della medicina complementare. Mi aspetto che l'omeopatia, poiché regolamentata dalla legge, venga rappresentata all'interno delle istituzioni».

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