Politica e Sanità
19 Aprile 2018È una intesa condizionata quella sul nuovo schema di decreto del ministro della Salute per individuare le regioni in cui avviare la sperimentazione per la remunerazione dei nuovi servizi erogati dalle farmacie per gli anni 2018-2020, ai sensi della legge di bilancio 2018, su cui la conferenza Stato Regioni oggi è stata chiamata a esprimersi.
La conferma riguarda quindi, le regioni scelte che restano quelle, mentre la condizione è posta sulla remunerazione e l'eventuale allargamento possibile delle Regioni-campione (con l'evidente necessità a quel punto di prevedere maggiori finanziamenti in ragione dei nuovi eventuali "sperimentatori"). Il decreto, lo si ricorda, individua le Regioni a cui vanno già, secondo la legge, 6 milioni di euro per il 2018, 12 milioni per il 2019 e 18 milioni per il 2020, a valere sulle quote vincolate agli obiettivi di Piano sanitario nazionale. Per la scelta delle Regioni il ministero ha tenuto conto del criterio della rappresentatività geo-politica del territorio nazionale e si è confrontato con Federfarma e con la Fofi, per analizzare meglio il fenomeno e capire quali Regioni siano più avanti con l'attivazione della farmacia dei servizi (criterio dell'esperienza maturata). E' stato poi concordato di modificare il criterio del monitoraggio, costituendo un gruppo di lavoro interistituzionale per individuare i servizi da erogare in modo uniforme su tutto il territorio nazionale. La Commissione salute e i presidenti delle Regioni si sono pronunciati favorevolmente sul nuovo testo a condizione che le risorse complessive nei tre anni (36 milioni) siano assegnate alle 9 Regioni individuate sulla base del criterio della quota capitaria di accesso, indipendentemente dall'anno previsto per l'avvio delle attività.
E sul provvedimento è stata espressa l'intesa in Stato-Regioni. Secondo la richiesta formulata dai governatori l'erogazione materiale seguirà il cronoprogramma (al massimo tre anni) delle attività sperimentali di ogni Regione e le Regioni hanno chiesto che, oltre a quanto previsto dalla legge, analoga quota capitaria di accesso sia resa disponibile, a valere sulle risorse per gli obiettivi di piano, anche alle altre Regioni a statuto ordinario che vogliano avviare, sempre nel triennio, le stesse iniziative. Sempre sul tema dei servizi, è intervenuto anche Marco Cossolo, presidente di Federfarma, in un'intervista di ieri a Sanità24: a essere messa in luce è che, al di là della scelta delle regioni, la priorità rimane quella di definire «un modello che possa misurare l'effettiva efficacia che la farmacia ha nell'aderenza terapeutica e nelle attività stabilite dalla legge sulla farmacia dei servizi». E in questa direzione, il tempo indicato, di tre anni, è sufficiente: «se dobbiamo valutare l'efficacia della farmacia su tre piani - aderenza alla terapia, diminuzione dei ricoveri e diminuzione della mortalità - ci vuole uno studio a medio termine. Se si misurasse l'efficacia sull'aderenza alla terapia, già sarebbe un'ottima base di partenza.
Anche perché l'obiettivo del progetto è valutare anche l'economicità». Un elemento importante poi è l'omogeneità: «Non si può continuare con 21 repubbliche. Capisco che ci siano delle differenze nella messa a terra dovute alle singole realtà regionali. Ma lo schema di base deve essere unico: le farmacie o servono oppure no, e se servono, servono in tutta Italia. Può cambiare la declinazione locale». Una riflessione va anche alla convenzione: "La convenzione, per le farmacie come per i medici, è un contratto in cui si scrive cosa si può e non può fare. E i servizi sicuramente ci saranno, anche perché al tavolo Sisac questo è stato già convenuto. Il fatto di capirne l'economicità e l'utilità entra nella remunerazione. La convenzione darà una cornice, poi le singole Regioni potranno intervenire, cosa che tutto sommato sta già accadendo. L'auspicio su questa sperimentazione è che, se dopo il primo anno già si dovessero vedere risultati positivi, questa possa essere estesa a tutto il territorio nazionale. Intanto dalla conferenza delle regioni, viene confermato il cambio alla guida del comitato di settore: il nuovo referente sarà l'assessore alla sanità della regione Emilia Romagna, Sergio Venturi, che raccoglie il testimone da Massimo Garavaglia, ex assessore all'Economia della regione del Nord.
Francesca Giani
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