Politica e Sanità
22 Maggio 2018La spesa farmaceutica ospedaliera, o meglio per acquisti diretti, ha sforato il tetto programmato e i 9 miliardi di euro: nel 2017 è passata dagli 8,7 miliardi di euro del 2016 a 9,4 miliardi, a fronte di un finanziamento previsto di 7,7 miliardi. Un disavanzo di circa 1,74 miliardi di euro, e un punto e mezzo di scostamento sul tetto del 6,89% della spesa sanitaria complessiva, nonostante la rideterminazione del tetto che nella nuova configurazione comprende la spesa per i farmaci acquistati in distribuzione diretta e per conto. Il quadro emerge dai dati forniti di Iqvia in un comunicato in cui si ricorda che per il 2017, la percentuale della spesa farmaceutica per acquisti diretti sulla spesa sanitaria complessiva, pari a 111,9 miliardi di euro, era prevista - per legge - che fosse al di sotto del 6,89%, mentre in realtà la voce ha inciso per l'8,4% sul totale della spesa sanitaria, confermando che il tetto fissato per il 2017 non era sufficiente. Dunque, anche nel 2017, è mancato l'equilibrio tra i tetti programmati per legge e la spesa reale e le aziende farmaceutiche sono nuovamente chiamate a ripianare, in misura pari al 50%, l'eccedenza della spesa farmaceutica ospedaliera, (payback) per un totale di circa 870 milioni di euro; la restante parte verrà invece ripianata dalle Regioni in base al loro superamento del budget assegnato.
È invece rientrata nei tetti fissati la spesa convenzionata Ssn con un avanzo positivo di 372 milioni di euro. Effetto positivo dell'istituzione di due fondi, da 500 milioni di euro ciascuno, per i farmaci innovativi non oncologici e per i farmaci oncologici innovativi. Nel 2017 il fondo per i farmaci innovativi non oncologici è stato quasi interamente destinato ai farmaci contro l'epatite C (anti-HCV), permettendo un buon risultato su questa patologia. Questo fondo di 500 milioni dovrebbe essere sufficiente per garantire il rispetto del tetto. Anche il fondo per i farmaci oncologici innovativi ha permesso la riduzione del disavanzo del tetto della spesa farmaceutica per acquisti diretti. La spesa per questi farmaci salvavita, che beneficiano dell'innovatività per 36 mesi, è passata da 210 milioni nel 2016 a 391 milioni di euro nel 2017 (+86%). Pertanto la spesa dovrebbe rientrare nel tetto prefissato.
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