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Politica e Sanità

31 Maggio 2018

Giovani fumatori, iniziano presto e prendono cattive abitudini. E-cig non bastano per smettere


Nella fascia di età tra i 14 e i 17 anni, un giovane su 10 è fumatore abituale, quasi la metà ha fumato, ha provato a fumare o fuma ogni tanto e, tra quelli abituali, più della metà fuma anche cannabis, prima sigaretta accesa alle scuole secondarie di secondo grado e una piccola percentuale addirittura inizia a fumare alle scuole elementari (9-10 anni).

Questo è l'identikit tracciato da dati presentati dall'Ossfad del Centro Nazionale Dipendenza e Doping dell'ISS in occasione della Giornata Mondiale senza tabacco che si celebra oggi 31 maggio che per la prima volta si occupa anche di piccoli animali domestici, nuove "vittime" del fumo passivo: Il profilo del giovane fumatore è tratteggiato nell'indagine Explora su un campione rappresentativo di 15.000 ragazzi tra i 14 e i 17 anni. Sono soprattutto maschi, frequentano istituti professionali e licei artistici, i genitori hanno un livello di istruzione medio-basso e non controllano le spese dei figli, risultano propensi al rischio e hanno una percezione del proprio rendimento scolastico mediocre o appena sufficiente. I giovani fumatori abituali, inoltre, sono quelli che fanno meno sport e che bevono più energy drink. Il dato preoccupante, inoltre, fotografa un maggiore consumo di alcolici tra i fumatori abituali, fino a quattro consumazioni di birra e super alcolici a settimana. Addirittura un 12% dichiara di aver avuto episodi di binge drinking 3 o più volte nell'ultimo mese. Il dato cresce a dismisura sul consumo di droghe: più della metà dei fumatori abituali (il 65,6%) ha fumato almeno una volta anche cannabis nell'ultimo anno rispetto al 2% dei non fumatori. Una seconda indagine Iss-Doxa, realizzata su un campione nazionale di oltre 3.000 soggetti rappresentativo della popolazione italiana, ha confermato, una situazione di stallo, invece, nel numero totale dei fumatori: sono 12,2 milioni, in leggero aumento rispetto al 2017 (11,7 milioni). L'indagine Passi (Progressi delle Aziende Sanitarie per la Salute in Italia) evidenzia, però, un aumento del divieto di fumo nei locali pubblici e nei luoghi di lavoro, derivati dal sistema di sorveglianza di popolazione condotta dalle Asl e coordinata dall'Iss, il rispetto a 15 anni dalla Legge Sirchia è quasi totale. «È necessario potenziare sistemi di prevenzione primaria per scongiurare questa nuova linea di tendenza che vede il consumo di tabacco anche tra i giovanissimi - dice il Presidente dell'Iss Walter Ricciardi - prima che a questa dipendenza se ne associno altre altrettanto o più pericolose». «La situazione generale sulla prevalenza dei fumatori si è cristallizzata - dice Roberta Pacifici, Direttore dell'Ossfad - abbiamo registrato gli stessi dati del 2007, segno evidente che non si vede alcuna inversione di tendenza, anzi si registra un lieve incremento nella popolazione maschile. Per questo abbiamo acceso i riflettori sui giovani che rappresentano il serbatoio di riserva del tabagismo, sono quelli cioè che continuano ad alimentare la popolazione dei fumatori che non accenna a diminuire».

Un capitolo a parte è dedicato al consumo della sigaretta elettronica. «La maggior parte degli svapatori è un consumatore duale - dice Silvio Garattini, Direttore dell'Istituto di ricerche farmacologiche "Mario Negri" - consuma cioè sia sigarette tradizionali che e-cig. Altro dato del rapporto è quello che riguarda i prodotti del tabacco di nuova generazione, il tabacco riscaldato: in tre anni la notorietà di questi prodotti è più che raddoppiata». Per la prima volta abbiamo anche il dato sul fumo passivo negli animali domestici: il 14% dei fumatori che ha un animale domestico fuma in loro presenza. Il 46% mai. Tra i non fumatori la percentuale di chi non espone al fumo passivo il proprio animale domestico sale all' 87,6%. (SZ)

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