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Politica e Sanità

01 Giugno 2018

Su Dicastero occhi puntati da categoria. Da parafarmacie appello per discontinuità


Un primo assaggio di obiettivi e programma di Giulia Grillo, nuovo ministro della salute, lo si può cogliere su Rousseau, la piattaforma del Movimento 5 Stelle, sotto il suo profilo. Le posizioni portate avanti durante l'esperienza parlamentare sono note alla categoria, e, al di là degli auguri, se ne avverte la memoria, tra speranze e timori. «La tutela della salute è un elemento centrale del Welfare, che ha contribuito significativamente ad attenuare gli effetti della crisi sulla collettività, ma che richiede attenzione e impegno continui da parte della politica» è la riflessione che arriva dalla Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani, che esprime «il ringraziamento al Ministro della Salute uscente, Beatrice Lorenzin, per il lavoro svolto in questi anni sul delicato versante della politica farmaceutica e augura buon lavoro alla nuova titolare del dicastero, Giulia Grillo». Auguri a cui si unisce anche l'Aifa.

«Cogliamo positivamente la notizia che si sia risolta la crisi di Governo» è il commento di Marco Cossolo, presidente di Federfarma. «Siamo fiduciosi che la nuova compagine, per la sensibilità e la vicinanza alla popolazione che esprime, sappia valorizzare appieno il ruolo sociale della farmacia e prosegua il percorso di valorizzazione, già avviato in precedenza, di presidio della salute, con un ruolo di riferimento anche per le aree disagiate e a rischio di spopolamento. Diamo fin da ora la nostra massima collaborazione».

«Le farmacie» è l'intervento di Roberto Tobia, tesoriere di Federfarma, «sono uno strumento fondamentale per il cittadino, perché rappresentano uno sportello di salute sempre aperto e capillare sul territorio, con un professionista a disposizione. Siamo certi che il nuovo Governo, nel mettere il paziente al centro, rafforzerà il ruolo della farmacia nell'assistenza farmaceutica e siamo fiduciosi che le farmacie possano diventare sempre più protagoniste dell'attività di dispensazione del farmaco e di servizio professionale al paziente».

«Cercheremo di cogliere la direzione che verrà data al Governo e al Dicastero della Salute» aggiunge Antonello Mirone, presidente di Federfarma Servizi. «Nel suo ruolo di parlamentare abbiamo sentito posizioni politiche nette e ci auguriamo che vengano rilette nel contesto istituzionale quale è quello di un ministero della salute. Facciamo appello a quella prudenza indispensabile in momenti delicati come questi».
Dal Movimento Nazionale Liberi Farmacisti e dalla Confederazione Unitaria delle Libere Parafarmacie italiane c'è invece il richiamo a «una netta discontinuità rispetto al passato, che riporti al centro i bisogni e gli interessi dei cittadini». In particolare, per quanto riguarda la farmaceutica l'augurio è per «una posizione più indipendente rispetto agli interessi corporativi». Tutti «quei farmacisti che sino ad ora sono stati tenuti ai margini nel lavoro per la tutela della salute pubblica, perché bloccati da norme anacronistiche, sono pronti a dare il loro contributo per apportare quegli elementi d'innovazione di cui il Paese ha assolutamente bisogno». Per il resto, «tanti i punti su cui intervenire: dalle liste d'attesa alla salvaguardia dei livelli minimi d'assistenza, dalla carenza del personale alla modernizzazione della diagnostica ospedaliera a standard uniformi su tutto il territorio solo per citarne alcuni. Gli interventi dovranno, a nostro avviso, riguardare anche il ministero con un ruolo più adeguato al proprio compito istituzionale sia dell'Aifa che del Consiglio Superiore di Sanità».

Da parte della Federazione Nazionale Parafarmacie Italiane si coglie l'occasione per «una adunata» Ora «è il momento di superare ogni futile diatriba interna alla categoria e ricompattarci: la Federazione si rivolge a tutti i colleghi, di ogni provenienza sindacale e indice una riunione degli Stati Generali delle Parafarmacie di Vicinato, presumibilmente verso fine giugno: sono invitati tutti i colleghi che vogliano contribuire alla compattezza di cui abbiamo bisogno per presentare una proposta forte, univoca, ragionevole e convincente alla politica».

Francesca Giani

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