Politica e Sanità
20 Giugno 2018Il farmacista che opera nella farmacia di comunità viene chiamato ad avere un ruolo sempre più attivo nel percorso terapeutico del paziente onco-ematologico per il buon uso dei farmaci, per la sicurezza e per l'empowerment del paziente. È quanto sta succedendo nell'ambito del progetto Prof, acronimo di Progetto di rete in oncologia con le farmacie di comunità, che vede uno stretto comunicazione informatizzata tra Istituto Tumori della Romagna Irccs (Irst) e la Rete delle farmacie di comunità della Romagna, ideato da Martina Minguzzi, già Direttore dell'Unità operativa di Farmacia oncologica e avviato in seguito a una convenzione siglata tra Irst, Federfarma, Assofarm Emilia-Romagna.
La prima fase, "osservazionale", chiamata Prof 1, (cfr. Farmacista33 10 giugno 2016) alla quale hanno finora hanno aderito 115 farmacie di comunità, si è conclusa ed è in partenza la seconda parte del progetto. I risultati raggiunti e gli sviluppi futuri del progetto, si apprende a mezzo stampa locale, sono stati oggetto di un incontro tra i principali attori coinvolti nel progetto: Marco Cossolo, presidente nazionale di Federfarma, Venanzio Gizzi, presidente nazionale Assofarm, Susanna Ciampalini, del ministero della Salute-Programmazione Sanitaria, Ester Sapigni per la Regione Emilia-Romagna, il presidente Federfarma Emilia-Romagna, Achille Gallina Toschi, il presidente Assofarm Emilia-Romagna, Ernesto Toschi nonché il presidente della Commissione sanità della Regione Emilia-Romagna Paolo Zoffoli.
Durante il Prof 1 sono stati coinvolti 292 pazienti, 132 dei quali hanno effettuato nella farmacia - liberamente scelta all'interno di un elenco di servizi accreditati al progetto - l'intervista di ricognizione farmacologica dei farmaci, medicine non convenzionali e alimenti critici impiegati a domicilio. Per far ciò, strumento fondamentale è stata una scheda elettronica specificatamente allestita per il progetto e disponibile simmetricamente ovvero sia a livello del portale delle farmacie sia nella cartella clinica informatizzata. L'invio simultaneo all'Irst dei dati raccolti da parte delle farmacie ha consentito una rapida convalida e riconciliazione farmacologica da parte del medico oncologo che ha potuto intercettare e prevenire eventuali interazioni coi farmaci oncologici utilizzati per la cura del paziente.
La scheda elettronica che permette di rilevare i farmaci, alimenti e i medicinali non convenzionali impiegati dai pazienti oncologici a domicilio, costituisce un primo risultato del progetto e permette di poter migliorare i livelli di sicurezza nello svolgimento della terapia oncologica. A questa, per i pazienti che aderiranno al Prof 2 ed alle farmacie, si unirà una lista che verrà consegnata (in cartaceo) a ogni nuovo ciclo di terapia in cui saranno registrati i farmaci domiciliari riconciliati, ovvero ritenuti compatibili tra quelli dichiarati nella ricognizione farmacologica, i farmaci oncologici somministrati e i farmaci necessari per attenuare gli effetti collaterali ritardati dei trattamenti. Tra le riflessioni degli interlocutori presenti all'incontro molto si sono focalizzate sui servizi che, grazie al Prof, potranno apportare un miglioramento dei percorsi terapeutici dei pazienti oncologici ed onco-ematologici durante il periodo di permanenza al proprio domicilio.
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