Politica e Sanità
12 Luglio 2018A livello del Paese, si rafforza, rispetto a un anno fa, la crescita occupazionale per entrambi i generi (+2,0%, +457 mila unità), anche se il trend riguarda soprattutto i lavoratori a termine (+434 mila), mentre restano sostanzialmente stabili i contratti permanenti. E, nell'anno, diminuisce in misura significativa il numero di disoccupati (-5,2%, -153 mila). I dati riguardano la situazione del Paese generale (maggio 2017-maggio 2018) e sono stati divulgati a inizio mese dall'Istat, ma per il settore si rileva, invece, una ripresa nella crescita della disoccupazione, che, fino a poco fa, aveva segnato una battuta di arresto.
Il quadro del settore emerge dall'intervento di Vincenzo Santagada, presidente dell'Ordine di Napoli, durante il convegno Enpaf "Le politiche per lo sviluppo del Paese: prima l'occupazione o la previdenza?" di settimana scorsa, sulla base di una rielaborazione dei dati della Cassa. "La situazione attuale - si legge nelle slide della sua indagine - al mese di giugno del 2018, si è modificata e l'incremento del numero di iscritti, in stato di disoccupazione e con contributo di solidarietà all'1%, che dal 2016 al 2017 (secondo i dati di bilancio di esercizio) risultava pari a 31 unità - molto contenuto rispetto agli anni precedenti - si è nuovamente innalzato. Allo stato attuale, i disoccupati che fruiscono del contributo di solidarietà risultano pari a 4.839, quasi 500 unità in più rispetto a quelle riscontrate a bilancio 2017 (dati riferiti al mese di marzo del 2017).
Si segnala, inoltre, che, sempre al mese di giugno, gli iscritti che risultano versare il contributo dell'85% (quasi tutti dipendenti) e al 3% (tutti dipendenti) sono complessivamente 56.709, mentre da bilancio 2017 risultavano essere 56.143. Si deve ritenere che l'aumento del dato sia dovuto all'incremento degli iscritti che svolgono attività di lavoro dipendente e versano il contributo di solidarietà al 3%". Per quanto riguarda i dati Istat su base annua, la crescita occupazionale «interessa uomini e donne» e si evidenzia, oltre a quanto già anticipato, anche una «lieve ripresa degli indipendenti (+19 mila). Crescono soprattutto gli occupati ultracinquantenni (+468 mila) e i 15-34enni (+106 mila) mentre calano gli occupati tra i 35 e i 49 anni (-116 mila). Al netto della componente demografica si registra un segno positivo per l'occupazione in tutte le classi di età. Nei dodici mesi diminuisce in misura significativa anche il numero degli inattivi tra i 15 e i 64 anni (-2,6%, -345 mila)».
Mentre, per quanto riguarda il periodo «marzo-maggio 2018 si stima una intensa crescita degli occupati (+0,9% rispetto al trimestre precedente, pari a +212 mila). L'aumento interessa entrambe le componenti di genere e coinvolge le persone tra i 15 e i 34 anni (+63 mila), ma soprattutto gli ultracinquantenni (+168 mila). Crescono nel trimestre tutte le tipologie professionali: +38 mila i dipendenti permanenti, +70 mila gli indipendenti e +105 mila i dipendenti a termine. Alla crescita degli occupati nel trimestre si accompagna il calo dei disoccupati (-0,5%, -15 mila) e quello più forte degli inattivi (-1,4%, -191 mila)».
Francesca Giani
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