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Politica e Sanità

13 Luglio 2018

Liberalizzazioni, Antitrust: Legge 124 non sia unicum. Professioni tra i nodi


I processi di liberalizzazione e di riforme pro-concorrenziali avviate negli ultimi anni hanno subito nel 2017, nonostante l'approvazione in agosto della legge Concorrenza, una battuta di arresto. Per questo, il nuovo Governo dovrebbe riprendere tali spinte, attuandole in diversi settori, tra cui quello del farmaco e delle professioni, nella direzione anche di un miglioramento nell'accesso ai servizi professionali. Ma solo procedendo con interventi «frequenti e ciclici» e con «un progetto complessivo di liberalizzazioni» le riforme avranno efficacia. Sono questi alcuni degli spunti contenuti nella relazione al Parlamento sull'attività dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato di ieri, che il presidente Giovanni Pitruzzella ha ricordato essere «la settima e ultima» del suo mandato. «Va evidenziato» dice Pitruzzella «come l'avvio, negli scorsi anni, di importanti processi di liberalizzazioni e di riforme pro- concorrenziali abbia subito nel 2017 un brusco arresto». Nota «almeno parzialmente positiva è l'approvazione, nell'agosto, della prima Legge annuale per il mercato e la concorrenza, dopo oltre due anni dalla sua presentazione e ben otto anni dalla sua istituzione». Un «passo avanti», certo, che però «non ha raccolto tutti i suggerimenti avanzati dall'Autorità nella segnalazione del 2014» e che continua a presentare «aspetti non privi di criticità». Per Pitruzzella una nota dolente è proprio «l'eccessiva durata dell'iter di approvazione» che ha «di fatto impedito il realizzarsi di quella ciclicità annuale voluta dal legislatore e necessaria per garantire la realizzazione di un programma organico di riforme». Ecco allora che «è necessario un progetto complessivo di liberalizzazioni in modo che l'approvazione della Legge Concorrenza non resti un unicum ma diventi, piuttosto, un appuntamento annuale, come del resto previsto dalla legge che l'ha istituita. L'efficacia dei processi di liberalizzazione dell'economia, infatti, dipende anche dalla ciclicità e dalla frequenza degli interventi». Da qui l'«auspicio che la nuova legislatura riprenda prontamente il sentiero delle liberalizzazioni, sia intervenendo nuovamente in quei settori che, negli ultimi mesi del 2017, sono stati caratterizzati dall'introduzione di numerose disposizioni contenenti significative restrizioni concorrenziali, a danno delle dinamiche concorrenziali dei mercati stessi e dei consumatori; sia completando quei processi di riforma settoriali, in parte contenute anche nella Legge Concorrenza, rimaste momentaneamente in sospeso e che lasciano, pertanto, gli operatori economici in un contesto di incertezza normativa». E tra gli altri aspetti un «arretramento» viene segnalato per «ciò che concerne le misure relative ai servizi professionali». Mentre, per macrotemi, «tra le riforme che non hanno trovato completamento nel corso della passata legislatura e che dovranno con urgenza essere riprese e concluse dal Legislatore si segnalano, per rilevanza, quella dei servizi pubblici locali e quella delle piattaforme digitali», considerata particolarmente importante e strategica.
Andando nel dettaglio dell'attività dell'Antitrust nel 2017, per quanto riguarda il settore farmaceutico, viene ricordato che «l'Autorità eÌ intervenuta più volte anche per sanzionare abusi di posizione dominante»: per esempio di fronte a «un'estensione indebita del regime di esclusiva di un farmaco, che ha ritardato l'entrata nel mercato di farmaci generici, con costi sensibilmente inferiori agli originator. In un altro caso del 2016 eÌ stata sanzionata una multinazionale sudafricana (Aspen) utilizzando la fattispecie, raramente applicata, di abuso per prezzi eccessivi, che eÌ stata utilizzata a fronte di un incremento del prezzo di alcuni farmaci antitumorali superiore al 1500% e privo di ogni giustificazione in relazione alla struttura dei costi». E «subito dopo la decisione italiana anche la Commissione ha aperto una procedura nei confronti di Aspen. A seguito dell'intervento, i prezzi, al termine del processo di negoziazione con AIFA, sono stati ridotti fino all'80%». Ma un altro importante spunto contenuto nella relazione è l'auspicio «che il Parlamento introduca quanto prima il nuovo sistema europeo di tracciatura del farmaco, senza attendere il termine ultimo fissato per l'Italia nel 2025, per garantire celermente il più efficiente funzionamento del sistema di tracciatura dei farmaci».

Francesca Giani

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