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Politica e Sanità

19 Luglio 2018

Aderenza terapia, ruolo farmacie riconosciuto da sette Regioni. Ancora poco impegno


Se, da un lato, risulta sempre più chiaro che l'impegno da parte delle istituzioni sull'aderenza alla terapia farebbe bene tanto ai cittadini quanto al sistema sanitario, dall'altra, se si va ad analizzare quello che le singole Regioni fanno, la realtà che emerge è un'altra. E per quanto riguarda il ruolo delle farmacie, messo nero su bianco dal Piano nazionale della cronicità, risulta riconosciuto da sette regioni. Queste alcune delle riflessioni che emergono dall'analisi civica sull'aderenza alla terapia realizzata da Cittadinanzattiva-Tribunale per i diritti del malato e presentata ieri, che ha scattato una fotografia degli strumenti messi in campo dalle Regioni sul tema e che contiene anche indicazioni rivolte a tutti gli attori per incidere sullo scenario e portare a sistema esperienze esistenti. L'indagine è stata realizzata attraverso un questionario rivolto agli Assessorati alla salute, al quale hanno risposto 13 Regioni (Campania, Friuli Venezia Giulia-Fvg; Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Sardegna, PA Bolzano, PA Trento, Umbria, Valle d'Aosta e Veneto), e a 264 professionisti sanitari. Da sfondo, il dato contenuto nel Piano cronicità che parla di «194.500 decessi nell'Unione europea per mancanza di aderenza o per errori nel dosaggio o assunzione di farmaci, con una spesa di 125mld di euro l'anno per ricoveri» ma anche il fatto che «i dati di letteratura, gli studi e le analisi diffusi a livello nazionale e internazionale dimostrano che non esiste una soluzione unica. Al contrario, confermano la necessitaÌ di un approccio multidisciplinare, secondo cui tutti gli attori del sistema salute possono concorrere a migliorare l'aderenza alle terapie».

Ma quali sono i soggetti su cui le Istituzioni regionali stanno puntando per conseguire questo obiettivo? «Tutte le 13 Regioni/PA hanno individuato nel Medico di famiglia e nel Pediatra di libera scelta i soggetti con un ruolo centrale. Seguono gli specialisti, i farmacisti delle farmacie convenzionate (7 Regioni/PA), i farmacisti del Ssn (6 Regioni/PA) e gli infermieri (5 Regioni/PA)». In particolare, a indicare i farmacisti di comunità sono Friuli, Lazio, Marche, Bolzano, Trento, Sardegna e Veneto. Il farmacista, si legge nel documento, «eÌ il soggetto che raccoglie tutte le informazioni sulla terapia che assume la persona e, da questo punto di vista può assicurare un'efficace attività di "controllo" rispetto alla terapia prescritta ma anche della corretta assunzione della terapia». A ogni modo, tra i progetti citati c'è «la recente iniziativa promossa da Sifo, il progetto Atreo, che si muove nella direzione di dare attuazione alla Raccomandazione n.17 del ministero della Salute sulla Riconciliazione farmacologica. Il progetto parte dall'idea di una "farmacia d'iniziativa", arruolando professionisti su tutto il territorio nazionale, adeguatamente formati, per la presa in carico del paziente».
Ma un altro aspetto che mette in luce l'impegno delle Regioni sul tema e che è stato oggetto di analisi è «se l'aderenza terapeutica sia o meno un obiettivo specifico dei Direttori Generali. Solo il Veneto e la Valle d'Aosta hanno previsto espressamente tale obiettivo, mentre nelle rimanenti Regioni/PA esistono obiettivi indirettamente collegati all'aderenza (ad esempio, Campania e Umbria: rischio clinico; Liguria sull'appropriatezza prescrittiva). Sette Regioni non hanno previsto neì obiettivi specifici per l'aderenza terapeutica neì ad essa indirettamente collegati».
Per quanto riguarda comunque «le aree strategiche su cui le Regioni/PA stanno maggiormente lavorando», al primo posto c'è l'Appropriatezza prescrittiva (indicata da 10 regioni + Trento e Bolzano), seguita da Promozione dei corretti stili di vita/abitudini alimentari e Prevenzione degli eventi avversi da errori in terapia farmacologica (Lasa) (10), Farmacia dei servizi (9), Prevenzione degli eventi avversi da errori nella prescrizione (9), Programmi formativi per personale sanitario (8), Riconciliazione farmacologica (7), Programmi regionali di semplificazione, Polifarmaco terapia, Corrette modalità di assunzione del farmaco (2). Inoltre, «le Regioni/PA si occupano meno di quegli aspetti ed ambiti che hanno ricadute dirette sulla persona/familiare/caregiver», quali, per fare solo degli esempi, programmi o strumenti di supporto al paziente, motivazione/formazione della persona con cronicità, Counseling, indagini, studi e rilevazioni.
Tra gli altri punti messi in luce, c'è anche quello relativo a strumenti tecnologici e telemedicina, che risultano essere «a singhiozzo»: in particolare, «sette Regioni (Campania, Fvg, Lombardia, Marche, Molise, P.A. di Trento, Valle d'Aosta) utilizzano la telemedicina; 5 Regioni la teleassistenza (Fvg, Marche, Molise, Valle d'Aosta, Veneto); il tele-monitoraggio solo Molise, Valle d'Aosta, Veneto; l'Umbria ha realizzato un gestionale per la presa in carico delle dimissioni protette. Fvg, Lazio, Liguria, Marche, Valle d'Aosta utilizzano software, moduli, servizi di recall o sms per migliorare l'adesione. Campania, Lombardia, Sardegna e Veneto non rispondono su questo punto».

Francesca Giani

Raccomandazione civica per l'aderenza terapeutica, clicca qui per scaricare il documento

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