Politica e Sanità
25 Luglio 2018Gestione e presa in carico della cronicità, integrazione della farmacia nel Ssn, revisione della remunerazione, armonizzazione della Dpc. Sono queste le tematiche su cui «bisogna ragionare e su cui faremo controproposte alla Sisac. Per questo, stiamo istituendo con Federfarma un gruppo di lavoro per elaborare una nuova piattaforma da presentare al prossimo incontro» che dovrebbe essere a settembre. A fare il punto Venanzio Gizzi, presidente Assofarm, all'indomani dell'incontro con la Sisac per il rinnovo della convenzione, che è stato «acceso». «Sono passati vent'anni dalla precedente convenzione. I cambiamenti sono stati tanti e importanti, dalla legge 405, alle parafarmacie, alla Legge Monti, alla Concorrenza, al decreto Madia. Se l'intenzione è di fare un adeguamento amministrativo e tecnico alle evoluzioni di questi ultimi anni non possiamo essere d'accordo. Quello che serve - e che manca - nella base di piattaforma formulata dalla Sisac è un progetto sul ruolo della farmacia e sull'assistenza farmaceutica che si vuole dare ai cittadini. Le Regioni ritengono utile il sistema delle farmacie? In che maniera e in che misura deve contribuire alla salute dei cittadini? Da parte nostra, abbiamo ben chiare le risposte ed è per questo che abbiamo messo in piedi progetti di aderenza alla terapia, monitoraggio, gestione della cronicità».
Dall'altra parte, però, ci sono due problematiche: «La discussione con la Sisac è stata accesa, anche se da parte del coordinatore Vincenzo Pomo c'è stata la massima disponibilità a riflettere sul benessere del sistema farmacia. Restano, comunque, aperti due nodi: da un lato, la Convenzione è, al momento, senza risorse. E, dall'altra, c'è la questione di tutto il capitolo relativo alla remunerazione» così come della Dpc, «che è stato destinato a un tavolo con Aifa. Da parte nostra, riteniamo che non sia possibile portare avanti separatamente la parte normativa e la parte economica, che invece devono integrarsi». Tra le altre criticità rilevate dal documento c'è anche la proposta di dirottare la trattenuta dello 0,02% e il contributo dello 0,15%, oggi riversato all'Enpaf e alle farmacie pubbliche, al finanziamento della farmacia dei servizi, che andrebbe ad affiancarsi a quanto previsto dalla Legge Bilancio (36 milioni). «Questo secondo, in particolare, è un importo utilizzato dalle farmacie pubbliche per finanziare la formazione dei dipendenti e non intendiamo rinunciarvi». A ogni modo, l'intenzione è di istituire un «gruppo di lavoro con Federfarma per, innanzitutto, individuare vicinanze e distanze dall'atto di indirizzo e dalla piattaforma Sisac, e per elaborare delle controproposte. Siamo convinti che quella della convenzione sia una occasione che vada colta, in primo luogo per i cittadini».
Francesca Giani
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