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Politica e Sanità

30 Luglio 2018

Banca dati centrale, Ministero: in vigore decreto per monitoraggio farmaci


Rafforzarela qualità dei datidi spesa per i medicinali acquistati direttamente dalle strutture pubbliche del Servizio sanitario nazionale. A questo mira il Decreto 11 maggio 2018, entrato in vigore il 28 luglio, che modifica il precedente decreto 15 luglio 2004 recante "Istituzione di una banca dati centrale finalizzata a monitorare le confezioni dei medicinali all'interno del sistema distributivo". Il ministero precisa che i titolari di Aic possono consultare i dati trasmessi alla banca dati centrale dagli operatori della produzione e distribuzione intermedia per le forniture di medicinali direttamente acquistati dalle strutture pubbliche del Ssn, limitatamente alle confezioni (Aic) di cui ciascuna azienda farmaceutica ha titolarità. E sottolinea che "la conoscenza di questi dati, comprensivi dei mittenti e dei destinatari, consente alle stesse aziende farmaceutiche di assicurare tempestive integrazioni e modifiche di dati già trasmessi direttamente o per il tramite dei distributori dei quali si avvalgono, nonché verificare eventuali forniture a carico del Servizio sanitario nazionale effettuate da terzi. L'accesso alle funzionalità per la consultazione di questi dati è disponibile nella sezione "Servizi on line - Tracciabilità del farmaco - Titolari AIC" dell'Agenzia italiana del farmaco https://servizionline.aifa.gov.it/". Inoltre, viene ricordato che nel caso di "inadempienza nelle attività di modifica o integrazione dei dati di spesa trasmessi alla banca dati centrale da parte dei soggetti tenuti a effettuarle, l'Agenzia italiana del farmaco utilizza i dati della fattura elettronica messi a disposizione alla stessa Agenzia da parte del Ministero dell'economia e delle finanze - Agenzia delle entrate".

Il sistema avrà ricadute positive su tutta la filiera, come ricordato da Antonello Mirone, presidente di Federfarma Servizi sull'house organ di Federfarma: «Questa decisione va nella direzione della tracciabilità del farmaco lungo tutta la filiera, cosa che dovrebbe servire per evitare usi poco corretti del farmaco. Da questo punto di vista è, dunque, un'iniziativa che riteniamo positiva e vediamo con favore».

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