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Politica e Sanità

19 Settembre 2018

Autonomia Emilia Romagna, ok del ministro Stefani: accordo entro un mese


L'iter per il trasferimento di maggiori competenze alla Regione Emilia Romagna è completato, l'intesa per la maggior autonomia si può raggiungere entro un mese e il traguardo definitivo si può chiudere entro l'anno. Lo ha garantito il ministro delle Autonomie Erika Stefani rispondendo a una domanda davanti alla commissione Affari costituzionali della Camera. Intanto l'assemblea legislativa dell'Emilia-Romagna ha approvato gli indirizzi in materia di autonomia rafforzata contenuti nella versione aggiornata della richiesta messa a punto dalla Giunta, dopo che il nuovo Governo ha deciso di ridefinire, in vista dell'approdo parlamentare, la pre-intesa siglata dall'esecutivo Gentiloni con le tre Regioni interessate (Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto). La Regione, ribadisce Stefano Bonaccini Governatore della Regione Emilia-Romagna, in comunicato diffuso, "chiede la gestione diretta e con risorse certe di 15 competenze in aree strategiche come politiche per il lavoro; internazionalizzazione delle imprese, ricerca e innovazione; istruzione; sanità; tutela dell'ambiente e dell'ecosistema; relazioni internazionali e rapporti con la Ue".

E sottolinea che il "riconoscimento di un regionalismo differenziato, sulla base di quanto prevede la Costituzione" è "per poter continuare a creare sviluppo e occupazione, migliorando la qualità dei servizi, creando opportunità per i giovani e rafforzando il proprio welfare e il proprio sistema sanitario, per garantire a tutti diritti inalienabili". Il ministro Stefani ha ricordato che la legge che attribuirà le competenze alle Regioni non prevede «alcun aggravio sulla finanza pubblica: tutto sarà declinato in base al costo storico dello Stato regionalizzato per le materie trasferite». Le richieste giunte finora al suo dicastero sono 8, vale a dire Veneto, Lombardia, Emilia-Romagna, Liguria, Toscana, Marche e Umbria (in forma congiunta) e Piemonte. L'iter procedurale per partecipare al meccanismo di autonomia differenziata, ha sottolineato la ministra, «è lo stesso per tutte le Regioni richiedenti e questo deve indurre un'omogeneità metodologica». (SZ)

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