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Politica e Sanità

26 Settembre 2018

Screening tumore colon-retto riparte in E. Romagna: con farmacie incremento di copertura


Parte la nuova campagna informativa della Regione Emilia-Romagna sullo screening per la prevenzione e la diagnosi precoce del tumore del colon retto e le farmacie del territorio sono coinvolte nell'iniziativa per distribuire il kit e nelle zone rurali anche per il ritiro. Un'arma importantissima di prevenzione, sottolinea l'assessore regionale alla salute, Sergio Venturi a cui risponde «solo il 50% dei cittadini convocati, quelli tra i 50 e i 69 anni».

"È semplice, gratuito e funziona" è il messaggio della campagna. E una nota della Regione spiega: "Semplice perché si tratta di un esame delle feci, per la ricerca del sangue occulto; gratuito perché è a carico del Servizio sanitario regionale; funziona perché dall'anno di avvio del progetto, nel 2005, i nuovi casi di questa patologia sono diminuiti del 30%. Non solo: uno studio condotto sulla popolazione che ha effettuato lo screening permette di stimare una riduzione del 30% anche della mortalità. «È un esame che può salvare la vita - spiega Venturi nella nota - per questo invitiamo tutte le persone che ricevono la lettera ad eseguire il test. Nonostante la sua straordinaria importanza, l'adesione si ferma al 50%, e va assolutamente aumentata. Noi facciamo la nostra parte, rinnovando anche la campagna di sensibilizzazione, e ci auguriamo che sempre più cittadini, per non dire tutti, rispondano positivamente alla chiamata». Tra i motivi di mancata adesione allo screening, rilevati da uno specifico sistema di sorveglianza, i principali sono una scarsa percezione dell'importanza di aderire e della possibilità di ammalarsi di questo tumore. Proprio per aumentare l'adesione al programma, e allargare il beneficio a più cittadini possibili, la Regione ha deciso di avviare una campagna comunicativa di rinforzo, rinnovando il dépliant informativo, l'immagine, lo slogan e il logo.

Le farmacie sono parte attiva come spiega Achille Gallina Toschi, presidente di Federfarma Emilia Romagna: «Abbiamo accordi con le Asl per distribuire il materiale necessario per l'esecuzione del test, il cosiddetto kit, in quasi tutte le Province; il ritiro è attivo solo in alcune zone per lo più rurali. Abbiamo però offerto la nostra disponibilità ad effettuare il ritiro anche nelle città». E proprio sull'esigenza di aumentare la copertura nella fascia di popolazione raggiunta dall'invito, precisa: «Da quando è stata implementata la collaborazione con le farmacie l'adesione allo screening è passato dal 30% a quasi il 60%. Questo perché il cittadino è facilitato dalla semplice prossimità della farmacia, oltre al fatto che noi poi spieghiamo l'utilità dello screening e l'esecuzione».

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