Politica e Sanità
08 Ottobre 2018I farmacisti piemontesi si costituiranno parte civile in tutti i processi contro i rapinatori di farmacie, insieme a Federfarma Piemonte che, usufruendo di quanto prevede la legge 124 sulla concorrenza, è entrata come socio di capitale al 33% in uno studio legale che fornirà l'assistenza legale gratuita ai titolari, ai loro parenti e ai dipendenti. Costituirsi parte civile, sottolinea l'associazione regionale dei titolari in una comunicazione, dovrebbe rappresentare un deterrente per i malviventi e potendo contare sugli avvocati dell'associazione di categoria, i farmacisti potranno "più facilmente a farsi ascoltare, perché la voce collettiva è sicuramente più forte di un singolo".
«Abbiamo deciso di costituirci parte civile in tutti i processi celebrati nei confronti dei rapinatori di farmacie - spiega l'avvocato Marco Ottino presidente di Farmatutela, lo studio legale società partecipata dal sindacato - si costituirà il farmacista che era dietro il bancone, la farmacia per il danno subito e anche l'associazione di categoria Federfarma». Ma non è questo l'unico obiettivo del progetto di Federfarma Piemonte, come spiega, in un'intervista, il presidente Massimo Mana: «L'idea di avere uno studio legale di riferimento è nata studiando le potenzialità delle nuove regole della concorrenza. In primo luogo, lo scopo della società Farmatutela è di salvaguardare gli interessi delle nostre associazioni di categoria provinciali, ma anche le singole farmacie, oltre ai titolari e i dipendenti, sia per questioni di lavoro che personali. Vogliamo essere un punto di riferimento, a costi convenzionati, in caso di imprevisto legale, soprattutto perché gli avvocati dello studio sono altamente specializzati in una materia molto complessa».
Tra i problemi per cui chiedere assistenza, le autorizzazioni amministrative per la distribuzione al dettaglio e l'ingrosso dei farmaci, la vendita online, la gestione dei servizi offerti in Farmacia, le sanzioni le imputazioni penali, connesse con l'esercizio della loro professione, le procedure di riorganizzazione dell'assetto societario, le situazioni di sovra-indebitamento e di crisi d'impresa. «La normativa è molto intricata e spesso si presta a interpretazioni diverse - spiega Mana - Accade molto spesso che il singolo farmacista rinunci a far valere le proprie ragioni, perché intimorito dal dover contattare un avvocato che non sempre conosce la materia specialistica. Invece, potendo contare sugli avvocati dell'associazione di categoria, ci aspettiamo che riescano più facilmente a farsi ascoltare, perché la voce collettiva è sicuramente più forte di un singolo». E una delle prime sfide sarà quella contro i rapinatori che spesso guardano alle farmacie come a bancomat. «Costituirci tutti ogni volta come parti civili sarà un modo per scoraggiare i malviventi - spiega l'avvocato Ottino - visto che non ottemperare a una richiesta di risarcimento peggiora la posizione processuale dell'imputato. Immaginiamo che questo ostacolo sia un deterrente e che le farmacie possano diventare obiettivi meno interessanti».
Simona Zazzetta
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