Politica e Sanità
23 Ottobre 2018Allo Stabilimento Chimico Farmaceutico militare di Firenze servono più fondi, in modo da permettergli di incrementare la produzione di cannabis per uso terapeutico, adesso attestata su poco più di 100 kg all'anno. Un finanziamento in cui ogni Regione potrebbe avere un ruolo con un investimento pari al proprio fabbisogno. La Toscana, in questo, è disponibile. L'appello arriva dopo la visita alla sede, unica in Italia, dove si produce la cannabis FM2 per uso farmaceutico, dal presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, che in una nota, indica l'intenzione di avanzare una richiesta in questa direzione al ministro della Salute Giulia Grillo.
«Siamo stati la prima Regione», ricorda Rossi, «a prevedere l'uso dei cannabinoidi per scopi terapeutici e a completo carico del servizio sanitario regionale. Era il 2012. Oggi, anche grazie alla campagna di informazione che, dopo l'accordo firmato lo scorso anno con il Chimico farmaceutico, abbiamo lanciato, il consumo in Toscana è in aumento esponenziale: quest'anno ne abbiamo acquistati oltre 100 chili e nel 2014 prevediamo di arrivare oltre i 140. Anche per questo vogliamo contribuire allo sviluppo di questa officina farmaceutica che ha la peculiarità di riuscire a produrre, caso forse unico al mondo, un cannabinoide sempre uguale a se stesso. Il Chimico farmaceutico apre quindi un orizzonte nuovo rispetto all'uso di queste sostanze sia per la Toscana che per l'Italia, l'Europa e il mondo». Bisogna «che lo Stato intervenga e che anche alle Regioni sia consentito farlo. Perché è sciocco comprare all'estero. Qui ci sono spazi su cui è possibile investire fino a coprire l'intero fabbisogno nazionale, oggi di circa 700 kg l'anno con una produzione che è però sette volte inferiore. Ogni Regione potrebbe fare un investimento pari al suo fabbisogno, aiutando questo Istituto a svilupparsi. La Toscana è disponibile a finanziare una serra come quelle che abbiamo visitato. Poi occorre finanziare di più la ricerca».
Sarebbe poi opportuno «studiare ciò che ha fatto il Canada, dove si usano i cannabinoidi per curare un più ampio numero di patologie, anche molto diffuse, come i dolori muscolari, con un impatto su grandi fasce di popolazione. La lotta al dolore può essere integrata con efficacia, con attenzione ai diritti dei cittadini e dei malati, per curarli meglio, e anche con un risparmio economico che sarebbe enorme. Purtroppo, a livello nazionale si parla di tutto fuorché di crescita e di stato sociale. Chiederò un incontro al ministro Grillo per poter discutere delle ipotesi che riguardano questa struttura, che non ha l'obiettivo del profitto e che ha sviluppato una molecola unica al mondo». La Toscana, ricorda la nota, nel 2017 ha curato con cannabinoidi 1.285 pazienti con una spesa complessiva di 314.715 euro. Le importazioni di cannabis dall'Olanda nel 2018 saranno di 700 kg per un costo di circa 4,2 milioni di euro.
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