Politica e Sanità
05 Novembre 2018Inizia a delinearsi il calendario dell'esame del disegno di legge di Bilancio che inizia il suo iter con la Commissione Bilancio a partire da domani martedì. Tra venerdì 9 novembre e lunedì 12 novembre le Commissioni Bilancio congiunte di Camera e Senato dovrebbero fare diverse audizioni. Le misure per la farmaceutica e la questione legata al superamento, totale o parziale, del superticket restano fuori dalla legge di Bilancio, le prime dovrebbero essere in ogni caso ricomprese nel Decreto semplificazione collegato alla manovra mentre il superticket verrà affrontato nel corso dell'esame del disegno di legge in Parlamento. Le misure di interesse del comparto Sanità, previste nella bozza della manovra, riguardano i Fondi per l'introduzione del reddito e delle pensioni di cittadinanza e per la revisione del sistema pensionistico per la modifica della legge Fornero e l'introduzione di "quota 100" (Articolo 21), il rinnovo contrattuale 2019-2021 per il personale dipendente da amministrazioni, istituzioni ed enti pubblici diversi dall'amministrazione statale (Articolo 34); le risorse per la riduzione dei tempi di attesa delle prestazioni sanitarie (Articolo 39); il Fabbisogno sanitario nazionale standard 2019 -2021 (Articolo 40); Contratti di formazione specialistica (Articolo 41); Programmi di edilizia sanitaria (Articolo 42). Misure per la sanità che, come sottolinea Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione Gimbe, in un'analisi del testo, sono «un paniere triennale più ricco delle aspettative, anche se legato alle ardite previsioni di crescita, ed è giusto dare merito alla Ministra Grillo di avere sensibilizzato l'intero Esecutivo sui bisogni della sanità».
Secondo il Gimbe, la bozza della Bilancio "si presenta con buone nuove per la sanità pubblica: aumento del fondo sanitario nazionale di 3,5 miliardi di euro che si aggiungono al miliardo già stanziato dalla precedente legislatura, fondi dedicati alla governance delle liste di attesa ed alle borse di studio per specializzandi e futuri medici di famiglia, oltre ad un incremento di 2 miliardi di euro destinati al programma di ristrutturazione edilizia e ammodernamento tecnologico". Per il Gimbe "i grandi assenti" che sono però, "indifferibili priorità per evitare il collasso della sanità" sono i rinnovi contrattuali, non sono confermate le dichiarazioni del sottosegretario Garavaglia, secondo cui il miliardo di aumento del fondo sanitario 2019 sarà interamente destinato ai rinnovi contrattuali; lo sblocco turnover, nonostante la verosimile "emorragia" di professionisti dal Ssn conseguente all'applicazione della "quota 100", nessun riferimento alla rimozione del vincolo di spesa, i nuovi Lea, con i nomenclatori tariffari ancora in "ostaggio" del Mef per mancata copertura finanziaria, i nuovi Lea non sono ancora esigibili sulla maggior parte del territorio nazionale. Le stime oscillano tra 800 milioni di euro (Ragioneria Generale dello Stato) e 1.600 milioni di euro (Conferenza Regioni e PA) e l'eliminazione superticket. Nel 2017 ha "pesato" per 413,7 milioni di euro, di cui 60 già stanziati dalla Legge di Bilancio 2018, ma non ancora utilizzati per mancato accordo sulla bozza di decreto. Secondo Cartabellotta «la soluzione di alcune criticità che rischiano di far precipitare lo "stato di salute" del Ssn non può essere ulteriormente rinviata: ecco perché è indispensabile destinare interamente ai rinnovi contrattuali il miliardo già previsto dalla precedente legislatura e anticipare al 2019 almeno un miliardo per sdoganare i nuovi Lea ed avviare l'eliminazione del superticket e lo sblocco del turnover».
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