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Politica e Sanità

12 Novembre 2018

Distribuzione farmaci, Sifo: no a rivendicazioni sindacali e allarmismi scandalistici


Nel dibattito sulla distribuzione dei farmaci, diretta e per conto, si stanno moltiplicando articoli e dichiarazioni con dati che non appaiono puntualmente verificabili, come se si potesse essere "sostenitori" di un modello o dell'altro indipendentemente dalla visione di insieme del percorso del paziente, con il rischio di presentarsi più come rivendicazioni sindacali, che come puntuali, accreditate e ragionate prese di posizione a vantaggio dei cittadini e del Ssn: ciò che conta è la sicurezza delle cure e l'equilibrio del sistema, non la modalità o il protagonismo di chi distribuisce. È quanto dichiara Simona Serao Creazzola, presidente della Società Italiana di Farmacia Ospedaliera e dei Servizi Farmaceutici delle Aziende Sanitarie (Sifo) in merito al dibattito che si è sviluppato negli ultimi giorni sulle più efficaci ed efficienti forme distributive del farmaco. «Devo sottolineare - commenta la presidente - che alcune dichiarazioni, che tra le altre cose rilanciano e riportano dati che non appaiono puntualmente verificabili, si presentano più come rivendicazioni sindacali, che come puntuali, accreditate e ragionate prese di posizione a vantaggio dei cittadini e del Ssn. Per la nostra Società, come già ampiamente affermato negli anni, ciò che conta è la sicurezza delle cure e l'equilibrio del sistema, non la modalità o il protagonismo di chi distribuisce. Le farmacie ospedaliere e le farmacie territoriali del Ssn sono impegnate a perseguire l'appropriatezza d'uso dei farmaci ed insieme alle farmacie di comunità assicurano un efficace percorso assistenziale nell'ambito della continuità ospedale-territorio. Per questo, la nostra posizione non è, e non sarà pro Dpc o pro Dd, bensì a tutela della salute del paziente e della sostenibilità del SSN. Proprio per offrire alle istituzioni sanitarie dati certi e così creare un modello di riferimento in grado di rappresentare la varietà delle situazioni in cui vivono i cittadini e le strutture sanitarie, abbiamo sviluppato, già dallo scorso anno e con gli altri soggetti direttamente coinvolti nella distribuzione del farmaco, un lavoro di analisi e confronto che ha come scopo quello di esprimere un documento da porre a disposizione delle istituzioni». Nella nota la Sifo ricorda di essere stata la "prima realtà professionale ad occuparsi di Dd e di Dpc" e in occasione del suo XXXVII Congresso "aveva ricordato che il centro della discussione non è chi effettua la distribuzione dei farmaci, o dove viene fatta: i farmacisti ospedalieri e dei servizi farmaceutici delle aziende sanitarie operano a tutela della salute e quindi quello che più conta per loro è il fatto che il Sistema rimanga in equilibrio per garantire a tutti le cure più adeguate". E sempre su questa linea, lo scorso anno Sifo ha avviato con la Scuola Superiore S. Anna di Pisa in collaborazione con Fofi, Federfarma, Assofarm, Farmacieunite, Adf, Federfarma Servizi, Assoram, Sinafo, un tavolo di lavoro e consultazione a cui ha partecipato anche Cittadinanzattiva con l'obiettivo di "raccogliere dati e riflessioni utili per giungere a un Documento Sifo, capace di indicare una metodologia di riferimento per selezionare la modalità distributiva dei farmaci più appropriata, sulla base di due dimensioni di indicatori fondamentali: l'economicità del processo distributivo e l'equità nell'accesso ai farmaci. Un obiettivo perseguito nella consapevolezza che non necessariamente esista un modello che è preferibile sempre, in ogni contesto regionale e che le diverse dimensioni vadano indagate contemporaneamente".
«Spostare, come abbiamo visto in questi giorni, un problema così complesso a rivendicazione sindacale o "a scandalo economico" in riferimento ai farmaci inutilizzati, è tentativo comprensibile ma pericoloso di ridurre un problema molto vasto» sottolinea Creazzola. E aggiunge: «In certe situazioni regionali e territoriali la Dd ha mostrato la sua rilevanza, in altre è la Dpc che mostra una performance più efficace. È necessario considerare tutti i fattori in gioco nella gestione del farmaco lungo il processo distributivo, fattori che vanno dalla tipologia di farmaco alla distanza che il paziente deve coprire per arrivare al punto distributivo». Serve quindi, conclude la presidente «una posizione scientificamente e professionalmente solida, Siamo convinti che il nostro documento sulla distribuzione potrà rappresentare uno strumento utile e pratico da restituire alla riflessione degli organismi decisionali per un auspicabile approccio multidimensionale e multidisciplinare che valuti i modelli distributivi, come le tecnologie disponibili, attraverso più dimensioni: efficacia, sicurezza, costi, impatto sociale ed organizzativo e le relative conseguenze delle scelte sul sistema salute dei territori.

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