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Politica e Sanità

20 Novembre 2018

Fattura elettronica, proposto slittamento obbligo. I commercialisti: sia facoltativa


L'opposizione parte in quarta contro la fattura elettronica, e mentre il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri presenta un emendamento al decreto fiscale per far slittare di un anno secco l'obbligo posto in capo a tutti i contribuenti da gennaio 2019, un gruppo di deputati Fi tra cui il Presidente della Federazione degli Ordini dei Farmacisti Andrea Mandelli presenta un'interrogazione al ministero dell'Economia sui rischi di violazione della privacy insiti nel nuovo meccanismo di spedizione online evidenziati dal Garante della Riservatezza e dall'Associazione Nazionale Commercialisti. Il timore è che «i dati nelle fatture trasmesse all'Agenzia delle entrate, riportanti anche informazioni di carattere personale o relative a transazioni commerciali, potrebbero essere oggetto di interesse di terzi, volti a conoscere le scelte degli operatori economici e a profilarne le caratteristiche».

In un provvedimento del 15 novembre il Garante osserva di non aver visto adottate le misure tecniche e organizzative adeguate per attuare in modo efficace i principi di protezione dei dati. Intanto, non è stato consultato in via preliminare. I dati trattati sono "potenzialmente relativi ad ogni aspetto della vita quotidiana", con "un rischio elevato per i diritti e le libertaÌ degli interessati". Quanto all'Agenzia delle Entrate, il suo sistema non archivia solo i dati fiscali, ma tutta la fattura in formato XML con la descrizione delle prestazioni, i rapporti fra cedente-cessionario e altri soggetti, riferiti anche a sconti, fidelizzazioni, abitudini di consumo, oltre a dati imposti da normative di settore su trasporti, forniture di servizi energetici o di telecomunicazioni (tipologie dei consumi, fatturazione dettagliata, regolaritàÌ dei pagamenti, appartenenza a particolari categorie di utenti)». Tutto questo mentre il regolamento Ue General Data Protection chiede non diffondere nella rete dati inutili ai fini del trattamento. Per il Garante c'è poi il rischio "Grande Fratello" quando l'Agenzia rende disponibili ai consumatori tutte le fatture elettroniche, «in assenza di una puntuale richiesta degli stessi e nonostante il diritto di ottenerne una copia, digitale o analogica, direttamente dall'operatore». Non chiaro, inoltre, il ruolo degli intermediari. «(...)è facilmente intuibile che la possibilitàÌ di accedere a simili banche dati stimoli grandi interessi rispetto ai quali sono, quindi, elevati i rischi di ulteriori utilizzi impropri». Non è considerabile canale sicuro per il Garante il protocollo di comunicazione FTP, né ci sono garanzie di cifratura del file XML della fattura elettronica, almeno quando per spedire il documento è utilizzato il servizio di posta elettronica certificata. Quanto alla app Fatturae e al servizio gratuito di conservazione delle fatture predisposti dal Fisco, non è così scontato che l'Agenzia non sia responsabile di eventuali danni al contribuente per perdite di dati, violazione di diritti di terzi, ritardi, malfunzionamenti, interruzioni nel servizio di conservazione.

Il Governo continua ad assicurare che la fattura elettronica ci sarà per tutti, intanto però nel decreto Fiscale accanto all'emendamento Gasparri ne arriva un secondo di Andrea De Bertoldi di Fratelli d'Italia che - in linea con le richieste del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti - dispone una graduazione dei nuovi obblighi e una premialità. L'e-fattura, già in vigore dal 2015 per i rapporti tra enti pubblici e di qualsiasi fornitore con le Pubbliche Amministrazioni, scatterebbe a gennaio 2019 in questo caso solo per le società quotate in borsa o con oltre 250 dipendenti. Dal 2020 si estenderebbe alle società con oltre 50 dipendenti, dal 2021 a quelle con oltre 10 addetti e dal 2022 a tutti gli altri. Resterebbe fuori chi ha aderito al regime dei nuovi minimi o forfettario, bacino che potrebbe aumentare con l'introduzione della flat tax fino a 65 mila euro di fatturato. Peraltro, l'emendamento prevede una ricompensa per gli esentati che aderiscano alla fattura elettronica da gennaio, evitando loro di tenere i registri delle fatture emesse, e consentendogli rimborsi dell'Iva entro 3 mesi dalla presentazione della dichiarazione annuale e soprattutto un superammortamento del 150% dei costi tecnologici sopportati.

Mauro Miserendino

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