Politica e Sanità
22 Novembre 2018L'approccio a un farmaco come la "pillola del giorno dopo", particolare per la salute della donna, non può essere mediato da una campagna informativa affidata a volantini distribuiti davanti alle scuole come accaduto a Verona, il rischio è di banalizzare l'uso di questo contraccettivo che dovrebbe essere solo ed esclusivamente emergenziale. A sollevare le preoccupazioni sono i farmacisti della provincia titolari e professionisti. A puntare il dito contro la metodologia di approccio è Federfarma Verona. In una nota, Arianna Capri, vicepresidente di Federfarma Verona afferma: «Già siamo preoccupati per l'abitudine all'utilizzo da parte delle giovani donne di questo contraccettivo che dovrebbe essere solo ed esclusivamente emergenziale e sinceramente non ci sembra il caso di parlare "per strada" e senza il dovuto supporto tecnico scientifico di un argomento che coinvolge a pieno la salute della donna apportando una massiccia carica ormonale non certo priva di importanti controindicazioni. Nel monitoraggio divulgato un mese fa e condotto da Federfarma Verona in 84 farmacie di tutta la provincia a cavallo dell'entrata in vigore della cosiddetta liberalizzazione alle donne maggiorenni della "pillola del giorno dopo", è emerso un aumento delle vendite del 700% del principio attivo Ulipristal acetato che è stato liberalizzato soltanto per le over18 mentre per le minorenni è necessaria la ricetta medica non ripetibile. Nei nostri interventi didattici presso gli istituti scolastici rileviamo quanto, soprattutto per la fascia di età degli alunni che frequentano le secondarie di secondo grado, sia necessaria la corretta informazione sui farmaci SOP (senza obbligo di prescrizione) che spesso vengono interpretati come più "leggeri e fruibili" e quindi da assumersi senza troppi approfondimenti in totale autonomia».
In linea anche l'Ordine dei farmacisti: «Vanno stigmatizzati comportamenti propagandisti di questo genere - spiega Matteo Zerbinato segretario provinciale dell'Ordine - anche e soprattutto perché i medicinali in questione possono essere dispensati a soggetti minorenni esclusivamente dietro a presentazione di ricetta non ripetibile. Stimolare i giovani ad un utilizzo semplicistico ed incontrollato di farmaci così delicati è preoccupante per la salute pubblica in quanto rischia di disincentivare l'utilizzo del preservativo, visto dai giovani principalmente come strumento per evitare gravidanze indesiderate. Ricordiamo che l'Italia occupa solamente il 12° posto tra le nazioni europee nella classifica di utilizzo del profilattico, con una percentuale di non utilizzo che raggiunge picchi del 40% tra i minorenni».
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