Politica e Sanità
29 Novembre 2018«Se la legge 124 fosse abrogata dall'oggi al domani, credo che andrei avanti uguale con il progetto Sistema Farmacia Italia per potenziare la capacità di competere delle farmacie». Lo ha affermato Marco Cossolo, presidente nazionale di Federfarma, che a Bergamo in una serata dedicata a presentare la newco, ha sottolineato come la legge sulla concorrenza andrebbe letta in chiaroscuro. «Il settore è in crisi finanziaria e ha bisogno di un'iniezione di liquidità; ma non si può pensare ad un ingresso indiscriminato di capitali. Quest'ultimo si pone in aperta contraddizione con l'esigenza di crescita».
Per Cossolo esistono due utilizzi diversi del capitale: «C'è chi lo espone per farlo fruttare e chi lo fa per il comando. Se sono un investitore apporto capitali di esperienza e non necessariamente chiedo il controllo della farmacia o di qualsiasi altra impresa. Chi compra azioni di una società quotata in borsa in genere si fida del management di quella società e lo lascia "regnare". Altro conto è impiegare capitali per scalare una società, iniziativa che in genere è rivolta ad ottenere il controllo del mercato e il monopolio di un settore». Il presidente Federfarma risponde a un intervento di un farmacista locale che gli chiede quanto la salvaguardia della dignità professionale della farmacia sia legata alla difesa dall'avanzata delle società di capitali. In precedenza, nel ricordare come l'iniziativa di istituire Sistema Farmacia Italia per efficientare spese e incassi delle farmacie associate Federfarma fosse già contenuta nel programma da lui presentato alle elezioni 2017, Cossolo aveva offerto alla folta platea orobica considerazioni nel complesso ottimistiche sulle tendenze del mercato. «All'indomani dell'approvazione della legge sulla concorrenza avremmo potuto chiuderci a riccio e tenere fuori le farmacie che vendevano a società di capitali, invece abbiamo accettato di tenere tutti nel nostro recinto, scegliendo una soluzione per garantire a tutti gli iscritti di competere con gli stessi livelli di possibilità delle farmacie rette da capitali. Del resto, siamo il sesto sindacato d'Italia in termini di fatturato rappresentato (24,5 miliardi), posto che il primo è Confindustria. Non siamo così deboli».
Mauro Miserendino
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