Politica e Sanità
29 Novembre 2018Durerà tre anni e valuterà in modo scientifico il ruolo del farmacista nel miglioramento dell'aderenza terapeutica, puntando sull'importanza della sua professionalità, capillarità sul territorio e nel frequente contatto con i pazienti. Così il progetto Adhere, oggi ai blocchi di partenza, è stato presentato da Andrea Mandelli presidente Fofi in occasione del "Forum Risk Management in Sanità" in corso a Firenze. Adhere, studio multicentrico triennale, è stato ideato da Enrico Desideri direttore della Azienda Usl Toscana sud est e realizzato dai protagonisti del sistema farmaceutico italiano: Fofi, Federfarma nazionale e Assofarm nazionale con il supporto della Fondazione ReS di Nello Martini ed è nato dalla necessità di incrementare l'aderenza terapeutica e dalla valutazione dei dati relativi alla spesa della sanità, temi strettamente connessi tra loro.
L'aderenza alla terapia è un aspetto essenziale per garantire l'efficacia delle cure e la riduzione dei costi sostenuti dal sistema sanitario pubblico. E in questo contesto il farmacista insieme al medico può avere un ruolo significativo permettendo la riduzione degli accessi al pronto soccorso e dei ricoveri ospedalieri Dall'aumento dell'aderenza terapeutica consegue una maggiore efficacia della terapia e una drastica riduzione dei costi in quanto, ad esempio, diminuiscono i ricoveri, gli accessi al pronto soccorso, le complicanze. «Il progetto Adhere - afferma Marco Nocentini Mungai, Presidente di Federfarma Toscana, presente in rappresentanza del Presidente Nazionale Federfarma Marco Cossolo - costituisce un esempio concreto di farmacia che eroga nuove prestazioni di alto valore sociale e sanitario, fa prevenzione e monitoraggio dei pazienti cronici». Francesco Schito, presidente nazionale delle farmacie comunali, (Assofarm) sottolinea oltre alla valenza sociale, perché chi meno accede alle terapie sono proprio le fasce meno abbienti, la valenza scientifica che ne permetterà la messa a sistema e la replicabilità in altre Regioni.
Sono 11 i miliardi che l'Italia spende all'anno per la mancata aderenza dei pazienti cronici alle terapie: «Per il futuro, la vera sfida della Sanità è la cronicità: in Italia i malati cronici sono 24 milioni e "assorbono" oltre l'80% delle risorse economiche - ha spiegato Enrico Desideri - Occorre quindi un modello, come quello delle Reti Cliniche Integrate e Strutturate, sperimentato per la prima volta nella Toscana sud est, in cui il farmacista, insieme al medico di medicina generale e allo specialista, sia parte integrante di una gestione proattiva, prossima, partecipata, personalizzata e attenta alla prevenzione. Un modello che garantisce la massima attenzione alle specifiche esigenze del malato, riducendo i tempi d'attesa, l'ospedalizzazione, le spese per la diagnostica e gli accessi inappropriati al pronto soccorso. Abbiamo scelto due patologie ad alto rischio di complicazioni, cioè lo scompenso cardiaco e la Bpco. L'obiettivo è dimostrare che, attraverso il modello delle Reti Cliniche Integrate e Strutturate, che hanno nel farmacista di comunità uno dei protagonisti, aumentiamo rispettivamente del 25% e del 35% la copertura terapeutica. Crediamo infatti che oggi ci sia la necessità di nuovi modelli organizzativi e visioni: quelli attuali sono ormai vecchi di 20 anni»
«La Sanità italiana, infatti, spende 11 miliardi l'anno per la mancata aderenza terapeutica dei pazienti cronici- afferma Nello Martini- Il dato Aifa si può spiegare, per esempio, con il fatto che solo il 55,1% degli ipertesi assume il trattamento antipertensivo con continuità. Recenti studi osservazionali dimostrano inoltre che quasi il 50% dei pazienti in trattamento con antidepressivi sospende la cura nei primi tre mesi di terapia ed oltre il 70% nei primi 6 mesi. I dati provenienti dai database amministrativi delle ASL mostrano che nel 2012 la percentuale di pazienti diabetici aderenti al trattamento è stata pari al 62,1%. Bassi livelli di aderenza al trattamento (34,3%) si registrano anche per l'asma e la bronco-pneumopatia cronica ostruttiva». (SZ)
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