Politica e Sanità
11 Dicembre 2018Nella revisione del prontuario prevista dal documento sulla nuova governance farmaceutica presentato ieri al ministro della Salute, potrà trovare spazio anche la personalizzazione delle dosi di farmaco, in nome dell'appropriatezza e della lotta agli sprechi. «È assurdo che ci siano preparazioni che non permettano di utilizzare in modo adeguato i farmaci e che, per esempio, se si devono utilizzare 12 compresse di un antibiotico, troviamo solo confezioni da 10 e quindi dobbiamo acquistarne due», ha detto a Farmacista33 il farmacologo Silvio Garattini, membro del gruppo di lavoro che ha scritto quelle linee guida, a margine dell'evento.
Il primo punto del Documento in materia di Governance farmaceutica, dice che "la revisione del Prontuario è un'attività ordinaria e continuativa di Aifa, che può riguardare l'intero prontuario o essere effettuata per gruppi terapeutici", e alla presentazione anche il Direttore Generale dell'Aifa Luca Li Bassi ha ribadito l'importanza di farla diventare un'attività di routine. "È necessario - si legge ancora - che Aifa verifichi periodicamente l'elenco dei medicinali inclusi nel Pht, sia con riferimento ai medicinali che sono consolidati nella pratica clinica, sia al fine di integrare il Pht con ulteriori categorie di farmaci che richiedono un controllo ricorrente del paziente [...] rafforzando peraltro la possibilità di erogazione in distribuzione diretta o per conto, a seconda del modello organizzativo adottato dalle Regioni, congiuntamente a modalità più competitive di approvvigionamento dei farmaci stessi".
Quindi, il riferimento che apre il campo alle dosi unitarie: "L'Aifa avvia ogni utile approfondimento per verificare se modalità di prescrizione e dispensazione dei farmaci con un numero di dosi personalizzate rispetto alle esigenze dei cittadini possano contribuire a una migliore appropriatezza d'uso". All'orizzonte potrebbe quindi esserci quello che Garattini definisce il sistema anglosassone: «Dare il numero di compresse necessario a quel paziente per quella determinata malattia - ha precisato - è un modo per realizzare ciò che tutti vogliamo: la terapia personalizzata». La rivoluzione coinvolgerebbe medici che prescrivono, farmacisti che dispensano e anche l'industria farmaceutica, che dovrebbe adeguare i formati: «Basterebbe che ci fossero confezioni, per esempio, da 500 e poi il farmacista da lì prende quello che serve per i singoli pazienti». Da un lato terapie su misura, dall'altro meno farmaci scaduti e buttati perché non necessari: «Avremmo il vantaggio di non lasciare troppo in giro tanti farmaci che poi inquinano l'ambiente. ognuno prende solo ciò di cui ha bisogno, il resto non va sprecato», conferma il fondatore dell'Istituto Mario Negri, che in occasione della presentazione del documento è stato premiato dal ministro Giulia Grillo "per i suoi freschi 90 anni e per il suo infaticabile lavoro al servizio della scienza e del sistema sanitario".
Elvio Pasca
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