Remunerazione, vertici Federfarma e Federfarma Servizi: serve un nuovo modello
Non si è fatta attendere la risposta del presidente di Federfarma Marco Cossolo all'appello diffuso ieri dal numero uno di Assofarm Venanzio Gizzi, in merito alla necessità di riformare il sistema di remunerazione. Tramite l'house organ della Federazione, Cossolo ha espresso parole di gratitudine per il riconoscimento dell'impegno profuso da Federfarma nella collaborazione ai fini del rinnovamento. «Nei mesi scorsi abbiamo lavorato insieme ad Assofarm ottenendo la riapertura del Tavolo sulla remunerazione, che però non ha potuto proseguire i propri lavori in quanto sospeso a causa del cambiamento del quadro dirigenziale interno dell'Aifa», afferma Cossolo, ribadendo poi quanto la creazione di un nuovo modello sia obiettivo essenziale per garantire la sostenibilità economica delle farmacie. Tale processo di creazione di un nuovo sistema di remunerazione deve passare necessariamente dal confronto con Governo e Regioni, con la prospettiva di trovare un accordo che possa soddisfare tutte le parti in causa. «Non credo sia interesse né del Governo né delle Regioni usare la modifica della remunerazione per affossare il servizio farmaceutico che è già in difficoltà come dimostrano le recenti chiusure di farmacie per fallimento» sostiene Cossolo nella comunicazione prima di sottolineare che, nel caso non dovesse essere possibile trovare un accordo, «è ovvio che la categoria è pronta a iniziative di protesta». Il presidente conclude: «Ci auguriamo che il nuovo Governo voglia occuparsi al più presto della definizione di un nuovo modello di remunerazione che se ben gestito potrebbe rivelarsi un prezioso strumento di Governance per la farmaceutica pur riconoscendo alle farmacie il giusto riconoscimento economico della attività professionale svolta per la dispensazione del farmaco». Concorde anche la voce di Antonello Mirone, presidente di Federfarma Servizi, nel ribadire l'impellenza di un rimodernamento sulla base di nuovi parametri di riferimento: «Come più volte segnalato in passato e di recente è necessario rivedere urgentemente la remunerazione per la distribuzione intermedia che ha costi non più sostenibili con gli attuali margini di legge».
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