Politica e Sanità
21 Gennaio 2019Se da una parte le parafarmacie si domandano se questa, cioè un Ddl semplificazioni con "emendamenti pro-fascia C presentati e resi ammissibili" e altre circostanze, possa essere "la volta buona", dall'altra sollevano una richiesta di chiarimenti al Presidente della Commissione Sanità del Senato Pierpaolo Sileri in merito a un testo di legge sulle parafarmacie che sarebbe allo studio, frutto di un lavoro "elaborato da tavoli non rappresentativi della categoria". È quanto emerge da due comunicati inviati dalla Federazione Nazionale Parafarmacie Italiane, a distanza di poco tempo che toccano due aspetti della stessa questione. In primo luogo, la sigla fa un punto sulla situazione (aggiornata a sabato) segnalando alcune circostanze: la presenza di emendamenti favorevoli alla vendita della fascia C con obbligo di ricetta fuori dalla farmacia, un consenso trasversale, il M5s "da sempre schierato per il potenziamento delle parafarmacie", la Lega da sempre "schierata a tutela dei piccoli imprenditori", il Ministero della Salute Giulia Grillo che "ha ribadito più volte sia da parlamentare che da Ministro la posizione a favore della fascia C alle parafarmacie".
Secondo Matteo Branca, presidente Fnpi, «ogni cosa è al suo posto. Sarebbe una legge di buon senso, a costo zero, che garantirebbe nuovi posti di lavoro e ne stabilizzerebbe circa 10.000 già esistenti, a tutto vantaggio del cittadino e della comunità, in aiuto e supporto del sistema farmaceutico. Concorrenza etica, risparmio, occupazione diretta e indotta, spinta ai generici anche in fascia c, qualità, servizio, consiglio, capillarità, scelta». Su questa visione delle cose si inserisce il comunicato successivo, una lettera indirizzata a Presidente della Commissione Sanità del Senato Sileri in cui si chiede la smentita di alcune informazioni apprese "in un recente incontro ufficiale al Ministero della Salute". «Ci è stato riferito - scrive Branca a Sileri - dall'unica sigla che non condivide il percorso di tutte le altre, che una sua visione personale sulle parafarmacie, avulsa e contraria al partito di cui ha preso i voti (M5S, ndr.), stia sfociando un anno dopo, in un disegno di legge che nasce dopo aver ascoltato quasi esclusivamente fonti di informazioni allineate con quella visione, ignorando le argomentazioni di 4 sigle su 5 in merito all'utilità sociale, sanitaria, occupazionale delle parafarmacie, che nasce da tavoli di lavoro non legittimati dalla maggioranza delle sigle di rappresentanza e compromette l'iter di provvedimenti in linea col programma iniziale, come i 6 emendamenti sulla fascia C presenti nel Ddl semplificazioni. Attendiamo ansiosi - conclude Branca - che tali informazioni vengano smentite con coraggio e vigore e si dia seguito agli emendamenti presentati, resi ammissibili, coerenti col programma del movimento di cui fa parte e forti di un ampio consenso trasversale e in attesa di votazione».
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