Parafarmacie: liberalizzazione fascia C è via legislativa per benessere del cittadino
Permettere la dispensazione dei farmaci da prescrizione a carico del cittadino anche in parafarmacia, in presenza obbligatoria del farmacista, che resta tale ovunque lavori, "è la via legislativa per favorire il benessere del cittadino che passa anche dal potenziamento delle parafarmacie". È il messaggio che le sigle sindacali Fnpi, Mnlf, Federfardis, Lpi E Culpi, intendono dare, alla luce della ripresentazione in Aula degli emendamenti pro-parafarmacie. A integrazione della nota, le sigle fanno sapere di aver appreso da fonti parlamentari che "essendo la scadenza della presentazione degli emendamenti al Decreto Semplificazione (A.S. 989) nelle Commissioni riunite 1 ed 8 e in Aula al Senato, molto ravvicinate, gli stessi sono stati presentati sia in Commissione che in Aula dove andranno al voto". "Se il cittadino e il suo benessere sono al centro di ogni scelta legislativa - scrivono in una nota - a maggior ragione nel delicato e nevralgico ambito sanitario, e le parafarmacie e i farmacisti che vi lavorano sono in questo senso una potente risorsa sociale, sanitaria, professionale, economica e occupazionale". Le sigle sottolineano che "con poche ragionevoli correzioni, frutto di condivisione seria e diretta a cui diamo massima disponibilità, il sistema distributivo del farmaco nel suo insieme risulterebbe armonizzato, in una convivenza sinergica a vantaggio del cittadino tra esercizi in convenzione con il Ssn ed esercizi non convenzionati". Le sigle ricordano che il "fenomeno di rinuncia alle cure ha raggiunto proporzioni allarmanti, investendo 11 milioni di Italiani. Le famiglie più povere sono le principali vittime della vocazione sempre meno pubblica del sistema sanitario, e dell'impronta protezionistica nel caso della distribuzione del farmaco privata. Proprio sui farmaci di fascia c, notizia recente, sono previsti rincari, calmierabili con l'introduzione di ragionevoli ed etici elementi di concorrenza nel settore. L'incidenza dei generici e il risparmio che ne deriverebbe sono ad oggi poco significativi in fascia c, rispetto a quanto avviene per i farmaci mutuabili". E concludono: "La battaglia condotta dalle sigle cofirmatarie avrebbe un forte impatto sociale: un risparmio stimato da varie associazioni di consumatori tra i 500 e i 900 milioni di euro annui, un migliore accesso alle cure in libera scelta, nel rispetto della Costituzione Italiana, una più capillare fruizione e valorizzazione di competenze e servizi, concorrenza etica, a tutto vantaggio del cittadino, a costo zero per lo Stato. Ciò detto, ribadiamo massima disponibilità a confronti diretti con il legislatore e la politica, non mediati da arbitri schierati. Rimarchiamo infine con rispettosa fermezza che qualsiasi provvedimento unilaterale e non condiviso, studiato o avallato da quote minoritarie e non rappresentative della categoria, elaborato da posizioni preconcette e informazioni distorte, che avesse indirizzo discriminatorio o restauratore rispetto alle istanze qui rappresentate verrà con forza rigettato, nell'interesse del cittadino". Sempre da comunicazioni diffuse dalle sigle di rappresentanza, in particolare da Lpi, si apprende che in seguito a un incontro con il gruppo Politico Leu, a breve sarà avviato un Question Time in aula con il Ministro della Salute e due interrogazioni a risposta scritta in commissione.
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