Disturbi comportamento alimentare, campagna nelle farmacie di Vicenza
È previsto per le prossime settimane l'avvio del progetto di distribuzione nelle farmacie vicentine di materiale informativo sui disturbi del comportamento alimentare e sulla rete di servizi d'assistenza territoriale. Un'iniziativa nata dalla collaborazione tra Federfarma Vicenza e Associazione Midori, ente di volontariato dedito al sostegno dei pazienti affetti da Dca. Al fine di formare il personale delle farmacie al riconoscimento del cittadino affetto da Dca o a rischio, e all'indirizzamento dello stesso verso le apposite strutture sanitare, si è tenuto, presso la sede di Federfarma Vicenza, un incontro ad hoc. Al centro della discussione i segnali d'allarme che un farmacista può cogliere, la correlazione tra Dca e farmaci, sia per quanto concerne i trattamenti appropriati che le possibili situazioni di abuso da parte dei malati. Significativa è stata poi l'illustrazione dei dati del Centro provinciale Dca di Vicenza: l'insorgenza di nuovi casi di anoressia e bulimia nella popolazione femminile si attesta intorno a venti persone su 100.000 all'anno; nella fascia a rischio, giovani donne tra i 18 e 25 anni, si calcola che il 12% soffra di disturbi dell'alimentazione. Presenti all'incontro Alessandra Sala, responsabile del Centro provinciale per i disturbi del comportamento alimentare dell'Ulss 8 Berica, oltre ad altri due medici operanti nella stessa struttura sanitaria, Vincenzo Munno, endocrinologo, e Raffaella Battistin, psicologa. Alberto Fontanesi, presidente di Federfarma Vicenza, sottolinea che «le farmacie vicentine confermano il proprio impegno sul territorio e la disponibilità a promuovere nuove iniziative e servizi per la prevenzione e in generale per la tutela della salute pubblica, lavorando in rete non solo con gli enti pubblici ma anche con il mondo del volontariato». Grande, in particolare, il valore di simili iniziative per i Comuni minori, «dove spesso la farmacia è l'unico presidio locale del sistema sanitario e dove per ovvie ragioni non si può contare su una rete di servizi e associazioni dedicate: ecco allora che trovare in farmacia informazioni e un primo orientamento per ricevere assistenza può davvero fare la differenza».
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